Bonus Bebè, Voucher Babysitter o Contributi Nido: Tutte le Misure a Sostegno delle Famiglie

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Bonus bebé voucher babysitter

I recenti Governi hanno introdotto numerose misure a sostegno delle famiglie, le più note sono il bonus bebè, che tocca un’ampia fetta di popolazione, e il bonus babysitter o contributi nido, che interessano nello specifico le mamme lavoratrici.

In questo articolo vi forniremo tutte le informazioni per accedere a questi benefici. Termineremo la trattazione con una breve panoramica per il futuro degli aiuti alle famiglie.

Non ci resta che iniziare!

Bonus bebè

Tecnicamente si chiama assegno di natalità ed è disciplinato dalla l. 190 del 2014 e dal Decreto Ministeriale del 27 febbraio 2015. Spetta per ciascun figlio nato tra il 2015 e il 2017, compresi i bambini adottati o in affidamento preadottivo.

Il bonus bebè consiste in un assegno accreditato con cadenza mensile, il cui importo viene calcolato a seconda del valore dell’ISEE.

  • Per ISEE non superiore a 25mila euro l’anno, spetta un totale annuale di 960 euro (80 euro mensili)
  • Per ISEE non superiore a 7mila euro l’anno, spetta una somma totale annuale di 1.920 euro (160 euro mensili).

Si ha diritto al beneficio per ciascun figlio, fino al compimento del 3° anno di vita del bebè o fino al 3° anno di ingresso in famiglia, nel caso di adozione o affidamento.

Requisiti

Sono ammessi a godere del bonus bebè:

  • Tutti i nuclei familiari in cui sia presente un bambino anche adottato o in affidamento preadottivo
  • I cittadini italiani, quelli di uno stato dell’Unione Europea o di uno stato extracomunitario con regolare permesso di soggiorno
  • I soggetti residenti in Italia (i cittadini italiani residenti all’estero non hanno diritto al beneficio)
  • Il figli e genitori che abitano insieme
  • Le famiglie che presentano ISEE inferiore a 25 mila euro (dal 5° figlio in poi non ci sono limiti di reddito)
  • Le famiglie che presentano Dichiarazione Sostituiva Unica

Domanda bonus bebè

Per ottenere l’assegno di natalità, va presentata domanda per via telematica tramite uno seguenti canali:

  • Sito istituzionale Inps dopo aver ottenuto pin dispositivo, vanno seguiti questi passaggi:
  1. Servizi Online
  2. Servizi per il cittadino
  3. Autenticazione con pin dispositivo
  4. Domanda di prestazioni a sostegno del reddito

Terminata la procedura l’Inps invia un sms di conferma.

Con questa modalità si possono allegare in qualsiasi momento documenti in formato elettronico.

Accedendo alla voce “Consultazione domande” è possibile verificare, se la richiesta è stata accolta o rigettata.

Se viene inserita Pec, si può ricevere direttamente nella propria mail di posta certificata, il provvedimento di accoglimento o rigetto della domanda.

Il canale del sito dell’Inps è quello preferito e più comodo. Tuttavia la domanda può essere presentata anche tramite:

  • Contact center intergrato al numero verde gratuito da rete fissa 803.164 o dal numero a pagamento da rete mobile 06 164.164
  • Servizi telematici dei patronati

Le domande sono sottoposte ad un’istruttoria centralizzata, una volta verificata la presenza dei requisiti, vengono liquidate in maniera automatica. Solo se sono necessari ulteriori approfondimenti, interviene l’ufficio Inps territorialmente competente, al quale ci si può rivolgere per chiarimenti.

La domanda va presentata una sola volta per ciascun figlio, entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o in affidamento. Il bonus decorre dal mese di nascita o da quello in cui è entrato in famiglia.

E’ possibile presentare la richiesta dopo il termine di 90 giorni.  In questo caso il bonus viene concesso a far data dal mese di presentazione della richiesta  e non si possono richiedere gli arretrati.

Dal momento in cui è stata presentata la domanda sono necessari almeno 90 giorni per sapere l’esito di accoglimento o rigetto.

Isee

La domanda va presentata una sola volta, ma è necessario ricordare di presentare tutti gli anni l’Isee aggiornato, perchè l’Inps vuole conoscere i mutamenti della situazione reddituale.

Secondo la circolare n. 4255 dello scorso 21 ottobre, se non si presenta Isee aggiornata, il beneficio resta sospeso perdendo il diritto agli arretrati. Per il 2016 il termine per presentare Isee è il 31 dicembre 2016. Le stesse regole valgono per il 2017.

Dichiarazione Sostitutiva Unica

La Dichiarazione sostitutiva unica è condizione necessaria per ottenere l’Isee, e va presentata ogni anno. Con circolare l’Inps ha precisato che la DSU deve essere presentata entro il 31 dicembre 2016 da tutti coloro che hanno avuto un figlio nel 2015 a pena di decadenza dal beneficio, altrimenti si perdono le mensilità e non si ha diritto agli arretrati. Tale adempimento vale anche per l’anno 2017.

Pagamento

Il bonus viene corrisposto direttamente dall’Inps con modalità indicata nella domanda (es. bonifico, accreditamento su conto corrente bancario o postale, libretto postale, carta prepagata).

Il pagamento parte dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Se viene rispettato il termine di 90 giorni dalla nascita o adozione del bambino, il primo pagamento comprende tutte le mensilità maturate fino a quel momento.

L’erogazione dell’assegno termina:

  • Al compimento dei 3 anni di vita del bambino
  • Raggiunti i tre anni dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o in affidamento e non oltre il compimento dei 18 anni
  • Quando il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (per es. ISEE superiore a 25 mila euro)
  • Quando si verifica una causa di decadenza ( es. decesso del figlio, revoca dell’adozione)

Il richiedente è tenuto a comunicare all’Inps entro 30 giorni, il verificarsi di una delle cause anzidette. Se uno degli eventi riguarda il richiedente, è possibile che possa presentare domanda l’altro genitore, a condizione che ci siano tutti i requisiti di legge.

Il bonus bebè non va confuso con il bonus alle mamme, che consiste in un sussidio di 1000 euro all’anno in buoni acquisto, concessi alle famiglie che hanno più di 4 figli e un’Isee che non superi 8.500 euro.

Il bonus bebè si somma al bonus Irpef, ovvero agli 80 euro in busta paga accreditati ai lavoratori dipendenti per ciascun figlio.

Le somme incassate a titolo di bonus bebè, non contribuiscono a formare il reddito imponibile del genitore richiedente, quindi non vanno dichiarate ai fini fiscali.

Bonus babysitter e contributi nido

I voucher babysitter o contributi nido, sono stati introdotti in via sperimentale con legge n. 92 del 2012 per il triennio 2013-2015, sono stati riconfermati con la Legge di Stabilità sia per il 2016 che per il 2017.

La legge riconosce alla mamma che lavora, al termine della maternità obbligatoria e in sostituzione del congedo parentale:

  • Il diritto a bonus babysitter
  • O in alternativa un contributo per far fronte alle spese per l’asilo nido pubblico o convenzionato.

Categorie di mamme lavoratrici ammesse:

  • Lavoratrici dipendenti sia del settore pubblico che privato
  • Lavoratrici iscritte a Gestione Separata Inps comprese le libere professioniste che non hanno altra forma di previdenza obbligatoria e che pagano in contributi in forma piena.

Sono escluse:

  • Lavoratrici autonome, secondo la legge n. 208 del 2015 le autonome potranno ottenere il bonus a seguito di specifica regolamentazione con decreto interministeriale di cui si è ancora in attesa
  • Lavoratrici già esonerate dal pagamento del nido pubblico o privato convenzionato
  • Lavoratrici che usufruiscono del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità istituito nel 2006.

L’importo spettante è di 600 euro mensili per un massimo di 6 mesi per le lavoratrici dipendenti, e 3 mesi per le iscritte a Gestione Separata.

Nel caso di più figli si può accedere al bonus per ciascuno di loro, presentando per ognuno domanda.

Il diritto può essere esercitato entro 11 mesi dal termine della maternità Inps obbligatoria e implica la rinuncia al congedo parentale.

L’opportunità è riconosciuta anche nel caso di lavoro part-time in misura proporzionata alle ore di lavoro.

Domanda

La domanda può essere presentata tramite:

  • sito web dell’Inps con pin dispositivo
  • patronato

La domanda deve contenere:

  • Quale dei due benefici si richiede, se si sceglie il contributo per le spese del nido, indicare la struttura in cui si è iscritto il bambino
  • Il periodo in cui si vuole usufruire del beneficio e il numero complessivo di mesi
  • La dichiarazione di rinuncia al congedo parentale, specificando il numero di mesi a cui si rinuncia
  • La dichiarazione di presentazione dell’Isee

Dal momento in cui si presenta la domanda e fin quando non viene accolta, resta sospeso il congedo parentale di cui si può usufruire, solo se la domanda non dovesse trovare accoglimento o se si rinuncia al beneficio.

E’ possibile rinunciare al beneficio solo per via telematica tramite il sito dell’Inps. Quando si rinuncia i voucher presi in carico vanno restituiti.

E’ compito dell’Inps avvisare il datore di lavoro del congedo parentale di cui la lavoratrice non può usufruire per concessione del beneficio.

Come usare i buoni babysitter e i contributi nido

Il contributo per le spese del nido pubblico o privato convenzionato consiste nel pagamento diretto all’asilo nido delle spese per la retta. Viene concesso in presenza dei requisiti e nei limiti anzidetti, a condizione che:

  • Si presenti idonea documentazione che attesti l’effettiva iscrizione del bambino
  • Venga scelto uno degli asili inserito in apposito elenco disponibile sul sito dell’Inps

Il bonus babysitter viene erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro.

I voucher emessi dall’Inps vanno presi in carico entro e non oltre 120 giorni dal ricevimento della comunicazione che la domanda è stata accolta, che avviene per via telematica tramite pec.

I buoni non presi in carico in tutto o in parte, equivalgono a rinuncia con consenguente ripristino del diritto al congedo parentale.

I voucher vanno usati entro la data di scadenza, a condizione che prima che inizi la prestazione lavorativa si effettui comunicazione all’Inps con i soliti canali telematici, di inizio prestazione con indicazione del codice fiscale della mamma, della baby sitter, luogo e data in cui inizia e si presume finisca il lavoro.

Adempimenti degli asili nido

Se si sceglie il contributo nido, l’asilo deve presentare alla sede dell’Inps territorialmente competente, richiesta di pagamento con i seguenti documenti allegati:

  • Dichiarazione della madre di fruire del contributo spese asilo nido presso la struttura
  • Delegazione liberatoria di pagamento

Assegno maternità Inps

L’assegno di maternità Inps è una misura riconosciuta alle mamme residenti in Italia, comprese quelle adottive e affidatarie. L’assegno è di 338,89 euro mensili e viene corrisposto per 5 mesi per un totale di euro 1694,45. L’Isee non deve essere superiore ai 16954,95 euro.

Categorie ammesse

  • Lavoratrici dipendenti che hanno versato almeno 3 mesi di contributi per maternità negli ultimi 18 mesi e 9 mesi prima del parto o dell’ingresso in famiglia del bambino adottato o in affidamento.
  • Iscritte a Gestione Separata Inps che hanno versato 3 mesi di contributi nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo obbligatorio.
  • Lavoratrici  disoccupate comprese quelle in mobilità o in cassa integrazione purchè tra la perdita del lavoro e la data del parto non trascorrino più di 9 mesi.
  • Lavoratrici licenziate o che hanno rassegnato le dimissioni, in quest’ultimo caso è necessario dimostrare di aver versato 3 mesi di contributi nel periodo che va da 18 a 9 mesi prima del parto.

La domanda va presentata entro 6 mesi dal parto o dalla data d’ingresso del bambino adottato o preso in affidamento. Le modalità di trasmissione sono quelle già più volte esaminate (sito Inps, contact center, patronati).

Prospettive per il 2017

Dopo il bonus bebè 2015 e il bonus bebè 2016, si è in attesa della legge Bilancio 2017 nella quale verrano regolamentati i futuri aiuti alle famiglie. Meritano di essere segnalate alcune interessanti novità attualmente in discussione.

  • Godimento del bonus bebè per 5 anni invece che 3
  • Importo maggiorato dell’assegno di natalità per il secondogenito
  • Bonus famiglia che prescindono dal reddito.
  • Bonus mamme domani, ovvero un assegno di 800 euro riconosciuto in gravidanza per far fronte a spese mediche o di altra natura legate alla gestazione.

Per certo possiamo dirvi che bonus bebè e bonus babysitter ci saranno anche per il prossimo anno. Tuttavia vi consigliamo di restare informati visti i continui mutamenti della normativa.

Ultimo consiglio non meno importante, è di informarsi anche presso il proprio Comune di residenza perchè oltre le misure esaminate, disposte a livello statale, gli Enti locali spesso disciplinano autonomamente bonus o assegni per le mamme casalinghe, le famiglie numerose o in difficoltà economica.

Se vuoi scoprire le possibilità per le famiglie leggi “Come Funziona e Come Richiedere il Congedo Parentale e la Maternità Facoltativa.

 

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