Villocentesi o Amniocentesi? Quando è Meglio il Prelievo dei Villi Coriali

205
Villocentesi - Villi Coriali

Durante la gravidanza dovrete sottoporvi ad una serie di esami diagnostici per verificare i vostro stato di salute e quello bambino, inclusa appunto la Villocentesi.

Nessuno di questi esami è di fatto obbligatorio, ma alcuni, come ad esempio il prelievo del sangue per controllare glicemia e sideremia, sono oggi fortemente consigliati, tanto che alcuni, almeno in Italia, sono passati dal Sistema Sanitario Nazionale.

Esistono poi alcuni esami che sono ritenuti di tipo invasivo, in quanto richiedono la necessità di prelevare un piccolo campione di cellule all’interno dell’utero della mamma.

Uno di questi è la villocentesi, o prelievo dei villi coriali, test prenatale il cui obiettivo è quello di diagnosticare anomalie cromosomiche associate a malattie genetiche più o meno gravi.

Il nome deriva da “villi coriali”, piccole sporgenze che si trovano sulla placenta, organo deputato a garantire il corretto afflusso di sangue dalla madre al feto, da cui il medico preleva un ridottissimo gruppo di cellule per poterle poi analizzare in laboratorio.

A differenza dell’amniocentesi, altro esame invasivo che serve ad escludere la presenza di anomalie cromosomiche nel bambino, ciò che si preleva non è il liquido amniotico, ma una piccola porzione di tessuto placentare.

Il vantaggio principale per cui molte donne fra villocentesi o amniocentesi scelgono la prima è che essa può essere fatta intorno le 10/13 settimane di gravidanza, senza dover aspettare le 16 settimane previste invece per il prelievo di liquido amniotico.

Scopriamo ora a cosa serve, come viene effettuato e quali sono le future mamme che dovrebbero almeno prendere in considerazione di fare questo test.

Parleremo anche di quali rischi comporta la villocentesi e come fare a ridurli attuando alcune precauzioni.

LASCIA UN COMMENTO