Allattamento al Seno: Ecco Perché Fa Bene a Te e al tuo Bambino

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Allattamento al seno

Tutti parlano di allattamento al seno. Tutti vi consiglieranno cosa fare quando diventate mamme, ma la verità è che nessuno potrà realmente capire le sensazioni che state vivendo, anche se ci è già passato, perché sono uniche.

Molte mamme all’inizio trovano difficoltà nell’allattamento naturale per diversi motivi: stanchezza, difficoltà nell’avvio dell’allattamento…

L’allattamento è la cosa più naturale che conosciamo, ma quando viene il momento per molte non risulta così scontata: perché?

Allattare in realtà non è difficile, ma l’avvio dell’allattamento invece può richiedere fatica e a volte è necessario supporto.

Cerchiamo di capire assieme come iniziare l’allattamento, le posizioni migliori per allattare, i vantaggi e gli svantaggi e molto altro ancora.

L’avvio dell’allattamento al seno

Al momento della nascita in quasi la totalità delle strutture ospedaliere, si lascia il neonato alla madre per circa un paio d’ore in maniera tale che, anche al di fuori del grembo materno, possa essere subito creato un rapporto fisico. Questa pratica viene definita bonding.

In questo momento le ostetriche suggeriscono di attaccare al seno il bambino, che in maniera naturale dovrebbe iniziare a poppare per stimolare la montata lattea.

In realtà questo è un momento estremamente delicato: il bambino si sta rilassando dopo lo shock nella nascita e anche la mamma sta godendo i primi minuti dopo lo sforzo del parto. Provare ad attaccare da subito il bambino può aumentare l’ansia dell’allattamento.

Nelle strutture più evolute suggeriscono di appoggiare il bimbo sull’addome lasciando che sia libero di muoversi: sarà il neonato che in maniera totalmente naturale andrà alla ricerca del seno e si attaccherà.

Lasciando che sia la natura a fare il suo corso ci saranno maggiori possibilità di successo  con l’inizio dell’allattamento, soprattutto perché le mamme in questo modo non soffrono da subito da ansia da prestazione.

Nel momento in cui il bambino si attacca, il latte non ci sarà ancora: sarà la suzione stessa del bambino a stimolare la montata lattea solitamente nelle 24 ore successive.

Il consiglio nel primo giorno di vita è di tenere il bambino a stretto contatto con voi e con il vostro seno, perché abbia l’opportunità di attaccarsi tutte le volte che ne sente il bisogno.

Se è vero che poppando non mangia ancora latte, in questa fase il bambino assume dal vostro seno il colostro: una sostanza altamente nutritiva che avete iniziato a produrre dal quarto mese di gravidanza.

Il colostro trasmette le difese immunitarie da mamma a bambino proteggendolo così nei primi mesi di vita e da sostegno nutritivo per i primi due giorni in cui è previsto il calo fisiologico.

Come Attaccare il bambino al seno

Per attaccare al meglio il bambino segui questi semplici passi:

  1. Avvicina il bambino al seno in maniera tale che il suo naso sia di fronte alla parte superiore del seno.
  2. Aspetta che apra la bocca e invoglialo strofinando il capezzolo sulle sue labbra.
  3. Una volta che spalanca la bocca avvicinalo velocemente in maniera tale che riesca ad attaccarsi.
  4. Verifica che sia attaccato nella maniera corretta.

Come capire se il bambino è attaccato bene?

Una volta che il bambino inizia a poppare verifica che sia correttamente attaccato: deve vedersi bene il libro inferiore su cui appoggerà la lingua, mentre il labbro superiore sarà all’interno della bocca.

Per capire se sta poppando nella maniera corretta inoltre verificate che:

  • la bocca sia aperta e riempita dal seno.
  • il mento sfiori il seno.
  • la parte inferiore dell’areola sarà quasi interamente nella bocca del piccolo.
  • le poppate si alternano fra brevi e veloci e lunghe e profonde.

Se il bambino non vi sembra attaccato bene iniziate nuovamente la procedura cercando di staccare il bambino dal seno in maniera delicata inserendo poco per volta un vostro dito nella bocca del bambino.

Quali sono le posizioni migliori per l’allattamento al seno

Partiamo dal presupposto che nessuna posizione sia meglio di un’altra. Con il passare del tempo mamma e bambino si conosceranno sempre di più e riusciranno a capire quale sia la posizione migliore per entrambi.

Vediamo assieme le possibilità:

Allattamento al seno posizioni culla

Posizione a culla

Una fra le più comuni posizioni, la mamma avvolge il bambino in un abbraccio tenendolo sdraiato sulle braccia. Si consiglia di utilizzare un appoggio perché a lungo andare potrebbe causare dolori alla schiena.

 

allattamento al seno posizione biologica

Posizione Biologica

La posizione naturale per eccellenza vede la mamma comodamente seduta e il bambino sdraiato sulla pancia della mamma.

 

allattamento al seno posizione rugby

Posizione a rugby

Il bambino viene coricato di fianco a se facendo passare il corpo sotto il braccio in maniera tale che la testa sia di fronte al seno. Indicata soprattutto in caso di gemelli.

 

Allattamento naturale posizione seduta

Posizione seduta

Il bambino siede su una gamba della mamma di fronte al seno. Utilizzata molto fuori di casa quando non si può avere una posizione estremamente comoda o quando il bambino soffre particolarmente di reflusso.

 

Allattamento naturale posizione sdraiata

Posizione sdraiata

Mamma e bambino sono sdraiati su un fianco uno di fronte l’altra. Ideale soprattutto la sera o nei momenti di maggiore stanchezza.

Ricordate comunque che se soffrite di alcuni problemi al seno causati dall’allattamento vi conviene alternare sovente le posizioni.

Quante poppate fare al giorno

Si può dire “il latte vien allattando“, quindi il concetto fondamentale è attaccare il bambino tutto le volta che lo richiede.

Il bambino nel primi giorni di vita richiederà frequenti poppate, sia per riequilibrare il calo fisiologico sia per stimolare la montata lattea.

Nei primi 20 giorni si potrà avere anche la sensazione di averlo attaccato al seno in continuazione, naturalmente ogni bambino e ogni mamma sono differenti quindi per qualcuno si tratterà di 10 giorni per altri 35.

Questa stessa sensazione si avrà durante gli scatti di crescita (uno dei più importanti avviene al IV mese quando molte mamme abbandonano l’allattamento al seno) in cui il bambino avrà necessità di maggiore latte, o di un latte differente, e richiederà maggiori poppate, in quanto è proprio la suzione a stimolare la produzione di latte.

Non fatevi quindi prendere dal panico e non ascoltate chi commenta con frasi tipo “non hai abbastanza latte“, “gli serve un latte più nutriente“: sono periodi stancanti ma con un po’ di pazienza le poppate saranno poi normalizzate e il bambino vi lascerà il tempo per riposare.

Quanto dura una poppata

Anche in questo caso non è possibile dare una risposta netta: ogni bambino è diverso dagli altri, così come ogni mamma.

All’inizio le poppate saranno molto lunghe, anche perché il bambino tenderà a stancarsi in fretta e ad addormentarsi durante le poppate. Dopo i primi giorni quando prenderete un buon ritmo le poppate dovrebbero durare circa una ventina di minuti.

Quindi in linea di massima il bambino dovrà stare attaccato 5-10 minuti a seno ed è importante non staccarlo in maniera forzata in quanto la produzione di latte cambia durante la stessa poppata: leggero e liquido all’inizio per dissetare e più grasso verso fine poppata.

Quando deve mangiare un neonato

La frequenza delle poppate invece cambia durante i periodi dell’allattamento: come abbiamo spiegato prima durante il periodo iniziale le poppate saranno più frequenti così come durante gli scatti di crescita.

Detto questo riportiamo una media delle poppate giornaliere che un neonato dovrebbe fare nei primi sei mesi di vita:

Poppate del neonato di 1 mese
Ad un mese il neonato dovrebbe aver preso un buon ritmo con l’allattamento al seno e dovrebbe fare circa 6 pasti al giorno, mangiando circa 110/120 ml a pasto.

Poppate del neonato di 2 mesi
A 2 mesi il neonato dovrebbe mangiare circa 140/150 ml di latte ad ogni poppata per circa 5 pasti al giorno.

Poppate del neonato di 3 mesi
Al terzo mese il neonato dovrebbe mangiare sempre 5 pasti al giorno ma prendendo circa 160/180 ml di latte a poppata.

Poppate del neonato di 4 mesi
Al quarto mese solitamente il bambino ha uno scatto di crescita e per questo richiede un altro tipo di latte. Può essere che in questo periodo le poppate aumentino invece di diminuire, infatti molte mamme scoraggiate e convinte di non aver latte a sufficienza smettono di allattare. Assecondate le richieste del bambino e in qualche giorno dovreste riuscire a normalizzare la situazione tornando alle 5 poppate con un fabbisogno di circa 200 ml.

Poppate del neonato di 5 mesi
Il bambino dovrebbe iniziare a mangiare circa 230 ml a pasto per 4 poppate.

Poppate del neonato di 6 mesi
Il bambino inizierà lo svezzamento in questo periodo e quindi poco per volta le poppate principali saranno sostituite dalle prime pappe. Solitamente i primi 30 giorni dello svezzamento il bambino mangerà le pappette a pranzo e poi verrà introdotta anche la cena. E’ importante che per i primi mesi dello svezzamento il bambino mantenga 2 pasti a base di latte (solitamente colazione e merenda).

Naturalmente i numeri riportati sono solo delle medie, è sempre consigliato consultare il vostro pediatra in caso di dubbi.

Il nostro consiglio comunque è quello di non utilizzare la doppia pesata per verificare se il bambino ha effettivamente mangiato le “dosi riportate”. Per un bimbo così piccolo anche una pipì può cambiare sensibilmente il peso e voi potreste entrare nel panico senza motivo.

Pesate il bambino una volta a settimana, a meno che il pediatra non vi abbia dato indicazioni differenti, e solitamente il consiglio è quello di utilizzare il supporto di una struttura come il consultorio familiare.

Come posso capire se va tutto bene?

Ma se si pesa il bimbo una volta a settimana come potete capire se effettivamente va tutto bene?

Poco per volta inizierete a capire il vostro bambino, ma per i primi giorni, quando tutte le mamme hanno maggiori dubbi lasciamo un piccolo elenco di elementi da valutare:

  • evacuazioni: almeno 3 al di dai primi giorni di vita.
  • minzioni: almeno 4 al giorno (toccare il pannolino con mano per verificare se bagnato).
  • rumori: durante la poppata se farete attenzione il bambino emetterà dei suoni durante la deglutizione.
  • calo fisiologico: dovrebbe interrompersi dal terzo giorno dalla nascita e il recupero del peso dovrebbe avvenire circa al decimo giorno dalla nascita.
  • seno: aumentano di dimensione dopo la prima settimana per la montata lattea e non avvertite fastidi particolari e dolori.
  • bambino: è sereno e appagato.

Contattate invece il pediatra nel caso in cui

  • Peso: l’aumento di peso è inferiore a 125 gr a settimana.
  • calo fisiologico: non è stato recuperato al quindicesimo giorno dalla nascita.
  • Urine: sono acide e scure o sono meno frequenti.
  • feci: sono scure e dure.
  • bambino: dorme tantissimo e sembra insoddisfatto a fine poppata.

Vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino

Ormai tutti i medici consigliano di allattare al seno e sempre di più la comunità delle innumerevoli mamme suggerisce di seguire questa pratica naturale, ma è effettivamente vero che ci sono dei plus rispetto al latte artificiale? L’allattamento al seno per la mamma è faticoso, ma per i vostri bambini ci sono dei vantaggi dimostrati:

  • Infezioni: i bambini che sono allattati al seno riscontrano con un tasso inferiore rispetto algi altri bambini di otite e infezioni del tratto respiratorio inferiore e un minor numero di gastrointerite.
  • Eczema: il fatto che l’allattamento al seno per quattro mesi o più possa creare una barriera protettiva rispetto all’eczema non è stato scientificamente provato.
  • Asma: L’allattamento al seno sembra essere protettivo contro l’asma infantile.
  • Sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS): numerosi studi hanno dimostrato allattamento di essere protettivo contro la SIDS
  • QI: studi hanno dimostrato che l’allattamento ha un effetto positivo sulla intelligenza generale del bambino
  • Obesità: né il tempo totale di allattamento né la durata di esclusiva al seno ha dimostrato di essere associati con l’obesità nei bambini. Ma un’analisi che ha messo a confronto bimbi allattati al seno con bimbi non allattati al seno ha riscontrato una diminuzione del 15% della probabilità di essere in sovrappeso durante l’infanzia.
  • Diabete: l’allattamento al seno conferisce protezione – sia dal futuro il diabete di tipo 1 e di tipo 2.

Vantaggi dell’allattamento al seno per la mamma

Oltre ai vantaggi comprovati per i bambini, l’allattamento al seno comporta molti vantaggi anche per le mamme.

Innanzitutto è bene ricordare che il latte materno è gratuito e disponibile senza preparazione. Non vi è alcuna necessità di acquistare uno sterilizzatore, bottiglie o latte in polvere. Questo è il primo, seppur banale, vantaggio dell’allattamento naturale.

Sembra una banalità, ma quando vostro figlio dovrà essere allattato più di una vota durante la notte e voi sarete stanche, perché lo sarete, alzarvi per attaccarlo al seno e alzarvi per andare a scaldare l’acqua, metterla nel biberon, inserire la giusta quantità di latte, avvitare la tettarella, miscelare e tastare la temperatura, farà veramente la differenza.

Ma ecco altri 2 vantaggi dell’allattamento al seno per voi mamme:

  • Prevenzione: L’allattamento al seno è stato suggerito di ridurre l’incidenza del diabete di tipo 2, sindrome metabolica e malattie cardiovascolari. Inoltre, sembra ridurre il rischio di cancro della mammella premenopausa e cancro ovarico.
  • Contraccezione: il metodo di allattamento viene considerato contraccettivo nel momento in cui:
    • Il bambino ha meno di 6 mesi di vita
    • La madre non ha il ciclo
    • Il bambino è allattato in maniera esclusiva

Consigliamo comunque alle mamme di utilizzare dei metodi contraccettivi onde evitare una gravidanza non desiderata.

Per par-condicio abbiamo il dovere morale di sottolineare che con l’allattamento naturale sarete sempre voi mamme a dovervi alzare la notte, mentre se doveste optare per l’allattamento artificiale sicuramente il vostro compagno potrà darvi una mano nei momenti più difficili.

Allattamento al seno: i possibili problemi per mamma e bambino

Nonostante i comprovati vantaggi, l’allattamento al seno comporta anche alcune problematiche. Naturalmente sono tutte prevedibili e curabili, ma alcune possono causare dolore e fastidio, quindi vi consigliamo di approfondire per prevenire.

La mastite

La mastite è un’infezione al seno di solito causata dal Staphylococcus aureus, che è entrato attraverso un capezzolo incrinato. Questa infezione colpisce la parte grassa del seno che tende a gonfiare e a schiacciare quindi i condotti del latte. Può essere contratta in forma leggera, ma può causare forti dolori e anche stati febbrili.

Il consiglio è quello di continuare l’allattamento e di fare impacchi caldi per scigliere i gonfiori e liberare i condotti.

Per prevenire tale infezione bisogna avere molta cura del seno durante l’allatamento pulendo la mammella dopo ogni poppata e anche in caso di perdite di latte.

Se avete dolori e pensate di avere una mastite consultate il vostro medico di fiducia o rivolgetevi al consultorio, la maggior parte ha un reparto dedicato alle mamme a supporto proprio dell’allattamento e vi saprà dare indicazioni precise.

Se volete sapere di più sulla mastite leggete “Mastite: Sintomi e Rimedi per Evitare l’Ingorgo Mammario

Le ragadi

L’ Indolenzimento capezzolo è molto comune durante le prime settimane di allattamento al seno. Alcune madri che allattano descrivono questo dolore come un pizzicore del capezzolo, accusano prurito o sensazione di bruciore. E’ come se il capezzolo dovesse “fare il callo“, ma se queste sensazioni da fastidiose diventano dolorose allora potreste aver riscontrato le ragadi.

Le ragadi possono essere causate da:

  • Posizione non corretta del bambino: in questo caso provando a cambiare posizione di allattamento si può ridurre il dolore.
  • Tecniche di alimentazione impropria: il dolore al capezzolo può essere causato dal fatto che alla fine della poppata il bimbo continui ad aspirare. Inserendo delicatamente un dito nella bocca del piccolo potrete interrompere l’aspirazione.
  • Cura del capezzolo impropria: la pelle eccessivamente secca o umida può causare le ragadi. Pulite e asciugate sempre il seno alla fine della poppata ed evitate il contatto diretto con indumenti sintetici che tendono ad aumentare l’umidità.

Esistono comunque olii naturali appositi per alleviare i dolori o prevenire la secchezza del capezzolo, scopri di più leggendo la nostra guida completa sulle ragadi.

Candida

Le infezioni da Candida ai capezzoli potrebbero verificarsi in qualsiasi momento durante il periodo dell’allattamento. La Candida albicans predilige le zone calde, umide e poco esposte alla luce. Vive normalmente nel nostro corpo e il 90% dei bambini viene colonizzato da essa entro qualche ora dalla nascita.

Come per altri germi che vivono normalmente su di noi, anche la Candida diventa un problema solo in alcune circostanze. È più probabile che le infezioni da Candida interessino la pelle o le membrane mucose quando c’è una riduzione nella loro integrità; questo è un altro motivo per cui è molto importante un attacco adeguato al seno fin dal primo giorno.

La diagnosi di infezioni da Candida al seno può essere difficile, in quanto si basa su segni e sintomi soggettivi.

Sebbene il dolore ai capezzoli che si manifesta in questo modo possa essere imputato a diverse cause, l’infezione da Candida è indubbiamente la più comune.

Comunque, il dolore ai capezzoli da Candida potrebbe iniziare anche dopo un periodo di allattamento già doloroso.

  • Forte bruciore ai capezzoli che continua per tutta la poppata e che qualche volta perdura anche dopo il termine della poppata.
  • Fitte di dolore nel seno (“bruciore”, “stilettate”) che attraversano la schiena e le spalle della madre. Questo dolore peggiora normalmente verso la fine della poppata e ancora di più quando la poppata è terminata. Inoltre tende a peggiorare la notte. Questo dolore può verificarsi senza nessun dolore ai capezzoli

Nel caso in cui abbiate sensore di aver contratto la candidosi al seno vi consgili di consultare il vostro medico di fiducia per capire come alleviare il dolore e come curare la micosi.

Se il vostro medico riscontra la candida prima di iniziare qualsiasi terapia consultate anche il pediatra per verificare che sia compatibile con l’allattamento e verificare che non l’abbia contratta anche il bambino.

Ingorgo mammario

L’ngorgo è causato dalla congestione dei vasi sanguigni del seno. Le mammelle risultano gonfie e doloranti, i capezzoli non fuoriescono in modo tale da consetire al bambino di attaccarsi e l’alimentazione diventi quindi difficoltosa.

L’alternanza di impacchi caldi e freddi può aiutare ad alleviare il dolore, mentre per migliorare la situazione dovreste cercare di attaccare il bimbo al seno sovente nell’arco della giornata e per almeno 15 minuti a poppata, in alternativa potete utilizzare un tiralatte per liberare l’ingorgo mammario.

Latte insufficiente 

Quando si allatta l’ansia di non avere sufficiente latte è molto alta e si è concretizzata in particolare durante gli scatti di crescita del bambino: in questo periodo i piccoli hanno bisogno di più nutrimento e attraverso le frequenti poppate stimolano la mamma a produrre un latte differente e più abbondante.

La soluzione è quella di assecondare le richieste del bambino e non ascoltare chi commenta con frasi tipo “non hai abbastanza latte“, “il latte non è buono“, “ha troppa fame dovresti utilizzare il latte artificiale“.

Il latte di tutte le mamme è buono e ogni mamma ne produce a sufficienza (escluso casi rarissimi)

E’ importante essere serene durante questi periodi perché sono molto stancanti, ma superato le prime difficoltà nel giro di pochi giorni la situazione si normalizzerà così come i pasti del piccolo.

E’ importante che riceviate supporto da familiari e amici (non consigli) per le vostre decisioni: sia che decidiate di allattare al seno sia che optiate per il latte artificiale.

Per prendere una decisione, nel caso in cui abbiate dei dubbi, vi consigliamo di leggere “Allattamento al Seno o Artificiale? Vantaggi e Svantaggi per Decidere con Serenità

Inoltre considerate che ogni consultorio dovrebbe dare supporto alle mamme che allattano, se così non fosse potete chiedere consiglio o al pediatra o al reparto maternità dell’ospedale in cui avete partorito.

Fatevi comunque sempre sostenere e aiutare da chi vi circonda: l’allattamento è un processo naturale ma delicato e stancante, non sottovalutatelo!

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