I Primi Mesi di Vita: il Neonato 18 mesi

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Bambino 18 mesi

La guida mese per mese dei primi anni di vita di vostro figlio –  Neonato 18 Mesi

Una volta che il vostro bambino avrà raggiunto i 18 mesi, potreste assistere ad uno scatto del suo sviluppo fisico.

Anche se in modo meno evidente degli scatti di crescita che si hanno nei primi mesi di vita del neonato, anche in questa fase vostro figlio potrebbe subire un aumento improvviso in peso e altezza.

Adesso il vostro bambino è in grado di spostarsi velocemente sulle sue gambe, di arrampicarsi su tutti mobili e perfino di muovere il corpo a tempo di musica: invitatelo, dunque, a ripetere i vostri movimenti mentre ascoltate le vostre canzoni preferite!

Dal punto di vista cognitivo, ora può conservare in testa un chiaro ricordo di un oggetto anche dopo che è stato sottratto dalla sua vista: approfittate di questa nuova abilità per fare dei giochi di caccia al tesoro con il suo giocattolo preferito.

Tutta questa energia sprigionata dal vostro bimbo di 18 mesi potrebbe a volte farvi sentire stanche e spossate: non esitate, in tal caso, a chiedere ad una nonna o a vostra sorella di darvi il cambio con il bambino una volta ogni tanto, al fine di rilassarvi e riprendere fiato.

Cos’altro succede ad un bambino di 18 mesi? scopriamolo subito assieme.

Quali sono i progressi del linguaggio in un bambino di 18 mesi?

Anche il vocabolario del vostro bambino a 18 mesi inizierà a crescere a passi da gigante.

Alle prime parole, corrispondenti quasi sempre a dei sostantivi (“mamma”, “papà”, “latte”, “palla”) o dei nomi propri, seguiranno adesso le prime frasi costituite da soggetto più verbo.

E’ probabile che ora sia in grado di affiancare il gesto del saluto con la parola “ciao” e di usare correttamente alcune locuzioni come “grazie” o “prego”.

In media, a 18 mesi un bambino conosce e usa correttamente circa 15/20 di parole: se ancora dovesse non aver pronunciato la prima parolina, è probabile che si tratti di pigrizia. Ma cogliete al volo l’occasione del prossimo controllo dal pediatra per valutare con lui la possibilità di fare una visita da un logopedista.

Come affrontare alcune situazioni

Un bambino a 18 mesi inizia a comprendere il confine fra ciò che è giusto e sbagliato, quindi è necessario che iniziate ad impostare dei limiti chiari su ciò che gli è consentito fare e ciò che non lo è.

L’educazione è un processo lento e difficile, in cui una parte importante è occupata dall’esempio: mostrando a vostro figlio che siete voi i primi ad avere un comportamento corretto, è molto più facile che anche lui si adegui a fare altrettanto.

Ma ci teniamo a sottolineare che ci sono abitudini che in famiglia si può decidere se cambiare o mantenere, scelte che spettano solo alla famiglia in base ai propri desideri ed equilibri.

Una di queste abitudini è, ad esempio, quella di andare a dormire nel lettone: adesso che è diventato abbastanza abile nello scavalcare la sponda della culla, è probabile che il vostro piccolo venga più spesso a trovarvi nel vostro letto anche nel cuore della notte.

Se non volete incoraggiare questo comportamento, dunque armatevi di pazienza e riportate ogni volta il bambino nel suo letto per farli capire che è lì che deve stare!

Per invogliare il bambino a non abbandonare il suo lettino durante la notte, adottate qualche piccola strategia: potreste, ad esempio, sostituire la culla con un letto normale, utilizzando di una staffa laterale per impedire che, rotolando, caschi a terra. Oppure, potreste apportare qualche cambiamento alla stanza dove il bambino dorme abitualmente, in modo che sia orgoglioso della sua nuova cameretta.

Talvolta, la richiesta di passare nel letto dei genitori corrisponde al bisogno di essere rassicurato: non risparmiate, quindi, le vostre coccole nel momento di metterlo a letto, ma fategli comprendere bene che dovrà restare nel suo letto.

Un’altra abitudine che tormenta molte mamme è il desiderio del piccolo di essere solo portato in braccio quando siete fuori: è probabile che ciò sia dovuto alla paura di perdersi in uno spazio aperto, anche in questo caso siate perentori, offrendo in alternativa la vostra mano per tranquillizzare e rassicurare il bambino.

Suggerimenti per le uscite col bambino di 18 mesi

Uscire da sole con vostro figlio di 18 mesi potrebbe essere ora molto più facile rispetto a quando era  più piccolo, tuttavia dovrete sapervi organizzare per non farvi cogliere impreparate da un suo capriccio.

Chi abbia fatto la spesa al supermercato con un neonato sa di cosa sto parlando: scene di pianto alla cassa dovute alla noia dell’attesa e bambini che corrono avanti e indietro fra gli scaffali impedendovi di fare la spesa come si deve.

In generale, a meno che non siate costrette, cercate di evitare di portare il bambino così piccoli in spazi chiusi e poco adatti a lui, perché potrebbe diventare irascibile e rendere ogni operazione impossibile.

Se però non potete evitare armatevi di qualche diversivo (un giocattolo o un peluche potrebbe servire a distrarlo per alcuni minuti) e di tanta, tanta pazienza!

Preferite senza dubbio le uscite all’aria aperta, ricordando sempre di proteggere con la crema solare la pelle del vostro bambino, sia in estate che inverno.

Cosa dare al posto del latte ad un bambino di 18 mesi

L’alimentazione di un bimbo di 18 mesi dovrà essere costituita da una colazione a base di latte, un pranzo ed una cena a base di cereali, verdure, legumi e cibi proteici e due spuntini a base di frutta fresca o altri cibi sani.

Il latte, che è stato il suo primo alimento quando è nato, continuerà ad essere un alimento importante per via dell’apporto di calcio e potrà essere ancora offerto al bambino la mattina per colazione.

Se non state allattando al seno, può accadere, però, che talvolta a 18 mesi il neonato si rifiuti di continuare a bere latte: nella maggior parte dei casi, il rifiuto del biberon corrisponde ad un modo ulteriore di affermare la sua indipendenza.

Alcuni genitori, al fine di incentivare il bambino a bere la sua dose quotidiana di latte, potrebbero iniziare a proporglielo mischiato a biscotti, miele e cioccolato: l’impiego di questi additivi non solo è sconsigliata ma può rappresentare un pericolo per la salute dei denti del vostro piccolo, perciò… desistete!

Se proprio vostro figlio, per un certo periodo di tempo, dovesse continuare a rifiutare il latte che gli offrite, provare ad integrare il calcio nella sua alimentazione proponendogli ricotta, formaggi freschi e yogurt come alternative sane e leggere.

Qualora, infine, il rifiuto del latte dovesse nascondere un’intolleranza, potrete ricorrete al latte di soia fortificato.

Ricordiamo a tutte le mamme che l’OMS consiglia di allattare al seno il proprio figlio fino ai 24 mesi.

Il bilancio di salute a 18 mesi: cosa chiedere al medico per sapere se vostro figlio sta crescendo bene

Il traguardo dei 18 mesi, così come quello dei 6 e dei 12 mesi, rappresenta un momento in cui è opportuno fare una visita più approfondita per valutare se lo sviluppo del vostro bambino è in linea con quello degli altri bambini della sua età.

In genere, a 18 mesi, dovrete recarvi dal pediatra assegnato dall’Asl per effettuare un bilancio di salute, ma nulla toglie che possiate prenotare un controllo presso un altro medico di cui avete fiducia.

In occasione della visita, saranno rilevati sia l’accrescimento in peso ed altezza del bambino, fondamentali per l’individuazione delle sue curve di crescita.

Eventuali rallentamenti delle sue percentuali di crescita saranno immediatamente approfondite dal medico con delle domande utili a comprendere il suo schema di alimentazione quotidiano, la frequenza con cui sporca il pannolino e il numero di ore in cui dorme durante l’arco della giornata.

I genitori sono spesso molto ansiosi durante questo tipo di visite e dimenticano di fare le domande giuste al medico del loro bambino per capire se questi sta crescendo bene.

Ecco dunque una serie di quesiti che potrete porre al pediatra in occasione del bilancio di salute dei 18 mesi qualora abbiate il timore che lo sviluppo del vostro bambino di 18 mesi non sia in linea con quello degli altri bambini:

  • Il peso (o l’altezza) del bambino rientra nella media (vale a dire si colloca intorno al 50° percentile sul grafico delle curve di crescita) oppure è inferiore a quello degli altri bambini della sua età?
  • Se inferiore, su quale percentile sotto il 50° si colloca?
  • Rispetto alle rilevazioni precedenti, il bambino ha subito un arretramento o un innalzamento delle sue percentuali di crescita oppure le sue curve di crescita si sono mantenute su un livello percentile costante?
  • E’ il caso di preoccuparsi se il bambino si colloca, nei grafici di peso e altezza, al di sotto del 3° percentile e/ o ha subito un arretramento di due curve percentili sul grafico delle curve di crescita?

Nella maggior parte dei casi, il medico vi rassicurerà sullo stato di salute complessivo del vostro bambino e vi darà alcuni consigli utili per migliorare la sua dieta e le sue abitudini quotidiane.

8 COMMENTI

  1. Cattiva abitudine dormire nel lettone? Ma su quale base scientifica? Mi sono rifiutata di continuare a leggere l’articolo…

    • Buongiorno Arianna, intanto la ringrazio per aver lasciato il suo parere. La nostra redazione non prende mai posizione su quelle che sono abitudini interne alla famiglia: partiamo dal presupposto che ogni genitore debba instaurare con i propri figli il rapporto che ritiene più opportuno. Ci siamo sbilanciati sull’abitudine del dormire assieme in quanto le linee guida dell’OMS sconsigliano quello che viene definito il bed-sharing, ovvero la condivisione del letto, perché può essere pericolosa per il bambino. Lascio un link di approfondimento http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1923&area=saluteBambino&menu=nascita . Diverso invece è il discorso relativo alla condivisione della stanza, oppure al co-sleeping (intesa non come condivisione del letto ma con le culle che si attaccano al lettone) che è caldamente consigliata fino al primo anno di vita.

  2. Voler stare in braccio è una cattiva abitudine? Per quanto riguarda l’assunzione di latte l’OMS consiglia anche di allattare al seno fino al secondo anno di vita o fin quando lo desiderano madre e figlio…nell’articolo si parla solo di biberon e non di allattamento al seno…

    • Cara Margherita,
      intanto ti ringrazio per il commento: il mio obiettivo è che il blog diventi un punto di condivisione e confronto per tutte le mamme.
      Nell’articolo non vi era intenzione di supportare l’allattamento artificiale, ho quindi aggiunto una nota a scanso di equivoci: ci atteniamo alle linee guida dell’OMS sia per l’allattamento, sia per lo svezzamento. 
      Per quanto riguarda il “prendere in braccio” è riferito come cattiva abitudine solo se un capriccio, coccolare i propri figli è l’aspetto più bello di questa esperienza.

    • Ciao,
      considera sempre che il percentile si basa su delle medie, inoltre questi valori dovrebbero essere sempre messi in correlazione con la circonferenza cranica, ma da ciò che mi scrivi il tuo bambino sembra essere nella norma. Ti consiglio di fare un bilancio di salute dal tuo pediatra per dipanare qualsiasi dubbio, oppure puoi andare nel consultorio pediatrico più comodo (qui http://www.comuni-italiani.it/salute/consultori.html dovresti trovare l’elenco completo dei consultori su tutto il territorio nazionale). Grazie per averci scritto, continua a seguirci!

  3. Salve sono una mamma di tre figli adulti e nonna di un nipotino
    I miei figli hanno dormito tutti nel lettone anzi per un periodo di tempo ne avevo due
    Ora guardando i miei figli adulti sono cresciuto bene e alcune volte parlano ricordando le nottate nel lettone
    Forse avrò sbagliato ma ora alcune volte rimpiango la tenerezza dei miei figli abbracciati nel lettone

    • Cara Maria,
      nel rapporto madre – figli non c’è nulla di sbagliato: è un rapporto intimo che nessuno dovrebbe giudicare. e il suo momento mi ha fatto commuovere. Grazie per averci scritto.
      Il nostro obiettivo è dare una mano alle mamme, a tutte le mamme a prescindere da quello che scelgono di fare (se dormire con il proprio figlio o meno, se comprare gli omogeneizzati o farli in casa, se allattare o meno), se ci scrivete senza giudizi negativi ci aiutate a migliorare il nostro servizio e aiutate altra mamme. Quindi un grazie di cuore

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