Come Prevenire e Curare le Ragadi al Seno in Allattamento

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Uno degli inconvenienti più diffusi quando si sceglie l’allattamento sono le ragadi al seno, che consistono in crepe o veri propri tagli della pelle del seno e del capezzolo, da cui talvolta può fuoriuscire perfino del sangue.

Di solito, le ragadi al seno si formano nei primi giorni dopo il parto per via di un modo scorretto del bambino di attaccarsi, e si risolvono nel giro di qualche settimana.

Tuttavia, al fine di evitare eventuali complicazioni, è necessario intervenire tempestivamente per sanare le ragadi al capezzolo ed eliminare il dolore ad esse collegato.

E’, inoltre, molto importante, anche in caso di ragadi, non smettere mai di allattare, perché questo potrebbe provocare un ingorgo mammario che potrebbe a sua volta sfociare in una mastite, arrivando a compromettere la possibilità di nutrire al seno il vostro bambino.

Vediamo dunque quali accorgimenti adottare per evitare la formazione di ragadi al seno e quali cure apportare nel caso, invece, il vostro seno vada incontro a questo tipo di problema subito dopo la nascita del vostro bambino.

Come prevenire le ragadi al seno

Il modo migliore per prevenire la formazione delle ragadi, è prendervi cura dei vostri capezzoli già mentre siete in gravidanza. Cercate, dunque, di trovare del tempo da dedicare al vostro seno fin dalle prime settimane di gravidanza.

I modi per farlo sono semplici:

  1. la prima cosa da fare è di applicare ogni giorno una buona crema idratante, o in alternativa dell’olio di mandorle, sia sull’ areola che sul capezzolo per nutrire e dare maggiore elasticità alla pelle.
  2. Un altro modo per prendersi cura del seno in gravidanza consiste nell’effettuare, con una certa frequenza, dei massaggi o degli impacchi con acqua tiepida in modo da sciogliere ed ammorbidire i tessuti.
  3. Non appena il seno inizierà ad aumentare durante la gravidanza, è consigliabile acquistare dei reggiseno più comodi e di un tessuto traspirante come il cotone.
  4. Anche l’igiene del seno e del capezzolo andrà curata al massimo al fine di prevenire infezioni.

In alcuni casi, potreste cominciare ad avvertire dolore al seno in gravidanza, per cui queste cure sono utili anche a dare sollievo alla tensione mammaria dovuta all’aumento di volume delle vostre mammelle.

Queste cure andranno, naturalmente, intensificate man mano che si avvicina la data del parto (scopri come calcolarla). Nel terzo trimestre di gestazione, è consigliabile acquistare una crema specifica per il seno compatibile con l’allattamento.

Queste creme contengono, infatti, sostanze come la lanolina che non sono dannose per il neonato e dunque possono essere applicate anche prima e dopo la poppata. Dato che si tratta di creme in grado di nutrire in profondità il vostro seno, potreste iniziare ad utilizzarle fin dalle ultime settimane della gestazione per preparare i capezzoli ad allattare.

Quali cure applicare in caso di ragadi al seno

Se nonostante tutti i precedenti accorgimenti, le ragadi dovessero comunque formarsi nelle prime settimane dopo la nascita del bambino, la cosa migliore è di affrontare la situazione tempestivamente al fine di evitare possibili complicazioni.

Per lenire momentaneamente il dolore al capezzolo, o ai capezzoli, in quanto le ragadi potrebbero manifestarsi su un solo seno o su entrambi, potreste provare ad usare un paracapezzolo, almeno fino a che il problema non si sarà risolto.

La cosa più importante, una volta che sul vostro seno si saranno formati dei tagli o delle crepe, è di detergere sempre con cura i capezzoli danneggiati, asciugando poi delicatamente l’acqua in eccesso con una salvietta pulita, al fine di prevenire l’infezione batterica.

Qualora, infatti, germi e batteri invadessero la ferita, questo col tempo andrebbe a creare una sorta di tappo dentro la ferita stessa che impedirebbe a quest’ultima di cicatrizzarsi correttamente, favorendo la comparsa di una vera e propria infezione.

Per il lavaggio dell’area del seno in cui si sono formate le ragadi, preferite l’uso di un sapone delicato senza profumo. Cercate di ripetere l’operazione almeno 2 volte al giorno, avendo cura di asciugare sempre bene i capezzoli perché anche l’acqua potrebbe essere veicolo di infezione.

Un rimedio che potete provare a fare casa, ma solo quando i tagli avranno cominciato a chiudersi, consiste nel lavare i capezzoli con una soluzione salina preparata sciogliendo mezzo cucchiaino di sale marino in 250 ml di acqua calda (circa due bicchieri).

Dopo il lavaggio, applicate una pomata antibiotica (solo se prescritta dal medico) che vada a sigillare completamente le ragadi, impedendo a sporco e batteri di penetrare. Al momento di allattare il bambino, ricordate di rimuovere con una salvietta eventuali residui di crema.

Per favorire il naturale processo di cicatrizzazione, è preferibile lasciare il seno esposto all’aria il più possibile, e per uscire indossate dei reggiseno comodi e di cotone, evitando l’uso di coppette assorbi-latte che potrebbero invece essere veicolo di infezione.

Come comportarsi in caso di infezione

Qualora il dolore nell’area del seno colpita dovesse farsi molto intenso, con fitte lancinanti ed improvvise, e all’interno delle ragadi dovesse formarsi del pus, è probabile che si sia formata un’infezione.

Questo potrebbe richiedere l’uso di antibiotici per via orale, soprattutto in presenza di febbre, ma in tal caso sarà il vostro medico a prescrivervi i medicinali giusti per non ledere alla salute vostra e a quella del bambino.

In taluni casi, nel caso di un’infezione batterica della mammella può risultare utile anche un trattamento con probiotici.

Dato che è molto probabile che, in caso di infezione al seno, anche il vostro bambino succhiando abbia ingerito i germi presenti sulla superficie del seno, sarà necessario somministrare anche a lui degli antibiotici.

Questo anche perché molto spesso è la stessa saliva del bambino a favorire eventuali ricadute, anche quando le ferite sembrano avviarsi verso la guarigione.

Se nella madre, un’infezione batterica al seno di manifesta con un forte arrossamento e  pus, nel bambino solitamente si ha il mughetto, vale a dire ad un’infezione dovuta a un fungo chiamato Candida, che si manifesta con macchie bianche sulla lingua e sul palato, e talvolta anche ai lati esterni della bocca.

A volte può essere per primo il bambino ad infettare la madre, provocando un peggioramento delle ragadi. In presenza di candida, può risultare utile applicare una miscela di acqua e aceto bianco da applicare sul seno prima della pomata antimicotica. In questo caso, il trattamento con probiotici è consigliato sia per la mamma che per la bocca del bambino, che andrà pulita, al termine di ogni poppata, con una garza imbevuta di soluzione sterile.

Ricordarsi naturalmente di lavare e disinfettare sempre tutto ciò che entra in contatto con i capezzoli o la bocca del bambino, se entrambi hanno il mughetto.

Ulteriori complicazioni al seno durante l’allattamento

Oltre alla ragadi e alla mastite, che sono i problemi più frequenti cui può andar incontro una donna che allatta, un’altra condizione dolorosa ai danni del capezzolo è rappresentata dalla bolla di latte.

Si tratta, in pratica, di un punto bianco che si forma sulla sommità del capezzolo.

Questa puntina, all’apparenza innocua, potrebbe indurirsi e provocare molto dolore sia durante la poppata che dopo. Per rimuoverla, occorrerà fare degli impacchi caldi, alternati a dei lavaggi con soluzione salina o fisiologica. Anche in questo caso, sarà molto utile massaggiare il capezzolo con una crema specifica o con dell’olio d’oliva o di cocco per ammorbidire la puntina e farla staccare da sola dal capezzolo.

Se dopo diversi tentativi, la vescichetta non si dovesse staccare, e il dolore dovesse farsi sempre più intenso, potreste provare a sollevare i bordi della bolla con un ago sterile, al fine di far uscire il liquido intrappolato.

Ricordate naturalmente di lavare costantemente la ferita e di applicare una pomata antibiotica per evitare le infezioni.

Dato che nella zona precedente occupata dal latte intrappolato si sarà formato un vuoto, questo potrebbe favorire la comparsa di una nuova vescica, dunque è consigliabile continuare ad usare i lavaggi e la crema fino a quando la ferita non sarà del tutto scomparsa.

La bolla di latte, comunque, non sembra legata al modo che ha il bambino di attaccarsi, quanto piuttosto ad una fuoriuscita di latte dai dotti mammari nei tessuti circostanti.

Nel caso in cui questi disturbi fossero recidivi e molto fastidiosi potreste recarvi nel consultorio più vicino a voi per chiedere consulto ad un esperto.

Purtroppo la fase dell’allattamento seppur naturale non è semplice, qui trovate un elenco di possibili problemi che potrebbero insorgere nelle prime settimane e i rimedi naturali

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