Acetone nei Bambini: Quali i Sintomi e i Rimedi per Affrontare l’Acetosi

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La chetosi, o l’acetone nei bambini è un disturbo del metabolismo, quindi non una vera e propria malattia.

Meglio noto con il termine acetone, bambini sono più soggetti degli adulti a causa delle dimensioni ancora ridotte di fegato e muscoli. Sorge quando l’organismo, non avendo più a disposizione zuccheri da bruciare, attinge energie dalle riserve di grasso.

Nei più piccoli è la più frequente causa di vomito e nausea. Specie se si mangia poco e male, o si è rimasti debilitati a causa di una brutta febbre.

Di solito è passeggero e non lascia conseguenze di rilievo sulla salute. Basta intervenire sulla dieta, per assistere ad un rapido miglioramento.

Nell’articolo che segue impareremo a conoscere le cause dell’acetone o chetosi, i sintomi caratteristici, la diagnosi e come si cura.

Non vi resta che continuare a seguirci!

Acetone nei bambini: i più predisposti

L’organismo quando ha bisogno di energie e non ha a disposizione glucidi, rompe i grassi in molecole organiche chiamate chetoni.

I chetoni sono sostanze di scarto dell’organismo che contengono acetone, un liquido chiaro dall’odore e dalle caratteristiche simili al solvente per unghie. Viaggiano attraverso il flusso sanguigno fino a quando il fegato non li metabolizza.

Entro certi limiti questo processo è più che normale. L’avvelenamento da acetone si verifica quando c’è una quantità anomala di chetoni nell’organismo. Questa condizione è anche nota con il nome di chetoacidosi.

Tecnicamente succede che, gli zuccheri assunti attraverso il cibo, quando superano la quantità necessaria al metabolismo basale, vengono accumulati come lipidi.

La trasformazione dei lipidi in energia, si verifica quando l’organismo continua a richiedere zuccheri. Comporta la produzione da parte del fegato di tre acidi o corpi chetonici, che sono l’acetone, l’acido acetoacetico e l’acido beta-idrossibutirrico.

In condizioni di stress, in cui l’organismo continua ad avere bisogno di energie, si continuano a produrre corpi chetonici fino a raggiungere livelli tossici, responsabili di acidosi.

L’organismo cerca di eliminare con le urine gli acidi acetoacetico e il beta-idrossibutirrico. L’acetone viene smaltito mediante i polmoni, a contatto con l’aria, emana l’odore di frutta matura.

Possiamo considerare l’acetone, un meccanismo metabolico di emergenza, che porta con sè dei fastiosi sintomi tra cui stanchezza, nausea e vomito.

Nei bambini è più facile incorrere in chetosi, perchè, fegato e muscoli sono piccoli e quindi hanno minore capacità, rispetto a quelli degli adulti. In alcuni anche il solo digiuno notturno può comportare acetone. Inoltre fino ai 12 anni a parità di sforzo, il dispendio energetico è il doppio di quello di un adulto.

I pediatri ritengono, che entro certi limiti questo processo non porti problemi.

Nei neonati viene considerato un processo fisiologico in quanto il latte, loro unico nutrimento, è ricco sia di grassi che di zuccheri. Se state utilizzando il latte artificiale vi consigliamo quindi di scegliere una formula adatta alle esigenze del bambino assieme al vostro pediatra, qui potete trovare le linee guida ufficiali.

In casi rari è legato a malattie metaboliche congenite, o al diabete di tipo 1 e di tipo 2.

Nei casi più frequenti l’acetone è conseguenza di:

  • Una dieta squilibrata, troppo ricca di grassi.
  • Uno sforzo prolungato ed intenso.
  • Digiuno per tempi prolungati, con conseguente scarsità di zuccheri a disposizione.
  • Per alcuni bambini anche il solo digiuno notturno, porta un lieve acetone al mattino.
  • Febbre. La temperatura elevata non è un sintomo dell’acetone, ma una sua causa, in quanto il bambino dopo un periodo di influenza, può sentirsi debilitato e incorrere in questo malessere.
  • Un periodo stressante.

L’acetone può avere anche altre cause come:

  • Intossicazione da alcol.
  • Esposizione a vernici in spazi ristretti.
  • Assunzione accidentale di soluzioni detergenti che contengono acetone.
  • Assunzione accidentale di smalto per unghie.

L’avvelenamento da acetone è raro, in quanto l’organismo è in grado di abbattare grosse quantità di chetoni. Affinchè si verifichi una sovraesposizione è necessario produrre, inalare, o ingerire grandi quantità in un breve periodo di tempo.

Acetone nei bambini: sintomi

Sintomo caratteristico che consente di capire subito che c’è acetone nei bambini, è l’alito dall’odore fruttato che ricorda quello di mele. Nei casi più gravi potrebbe sapere di marcio.

Nei casi meno gravi, può essere l’unico sintomo insieme a pallore e occhiaie.

Anche la pipì può avere un odore più intenso del solito, che sa di solvete.

Altri sintomi spesso presenti sono nausea e vomito acetonemico, dovuto all’eccesso di corpi chetonici. Può essere molto frequente, intenso. Va tenuto sotto controllo perchè può causare disidratazione.

Il vomito, può a sua volta essere causa di dolori addominali, torpore e spossatezza. E’ normale che il bambino si senta irritabile e nervoso.

Nel vomito l’espulsione di quanto contenuto nello stomaco, avviene a forza. Non va confuso con il rigurgito che è un’espulsione priva di sforzo.

Siccome l’acetone trova la sua origine in situazioni di scarsità di zuccheri, può accadere che il vomito sia una causa e non un sintomo del malessere.

E’ il caso in cui il bambino è stato vittima di una brutta gastroenterite, che debilitandolo causa acetone.

Accade che si generi un circolo vizioso che va interrotto quanto prima, per non inccorrere in disidratazione.

Altri sintomi dell’acetone più frequentemente riscontrati nei bambini comprendono:

  • Lingua asciutta e patinata
  • Mal di testa
  • Inappetenza
  • Sapore dolce in bocca

Sintomi da intossicazione grave si verificano molto raramente e comprendono:

  • Letargia
  • Mancanza di coordinamento
  • Biascicamento
  • Torpore profondo
  • Pressione bassa
  • Coma

Nei casi di acetone molto gravi, il bambino può presentare rigidità nucale, accompagnata da cefalea.

Diagnosi

L’acetone specie se lieve, viene subito identificato grazie all’odore dell’alito, che sa di frutta.

Per esserne sicuri, potete comprare uno di quei test casalinghi disponibili in farmacia. Si tratta di stick reattivi da bagnare con qualche goccia di pipì, che in presenza di chetosi cambiano colore.

In una situazione normale, nelle urine i chetoni sono assenti.

Nei casi più gravi, il medico prescrive un esame del sangue per verificare il livello ematico dei chetoni e avere uno screening tossicologico, per determinare la presenza di alcune sostanze chimiche tossiche.

Acetone nei bambini: rimedi e cura

In genere l’acetone passa nell’arco di qualche giorno senza necessità di assumere farmaci che sono indicati solo per trattare i sintomi, in particolare vomito e consenguente disidratazione.

Nei casi lievi, è opportuno intervenire sulla dieta, che deve essere ricca di carboidrati e povera di grassi.

Spesso accade che i bambini che soffrono di chetosi appena svegli, rifiutino la colazione, invece è proprio mangiando, in particolare carboidrati, che possono sconfiggere il malessere.

Nei casi molto gravi, l’ossigeno è un rimedio efficace per curare l’acetone. Secondo un articolo dell’Occidental Journal of Medicine, si dovrebbero respirare 330 litri di aria per cancellare l’acetone presente in un litro di sangue. Il rovescio della medaglia è che la procedura potrebbe essere troppo lenta.

Un’altra procedura medica usata nei casi molto gravi, prevede la somministrazione per via endovenosa di soluzione salina, mentre alternativamente si aspira l’acetone in eccesso.

Quando l’acetone trova la sua causa in malattie metaboliche, come il diabete, è necessario seguire le indicazioni del medico, per quanto attiene la cura farmacologica, dieta e stile di vita.

Se si riscontrano dei cambiamenti nei sintomi, parlarne subito con il medico, così da tenere sotto controllo l’acetone.

Vomito bambini: 13 dritte

Chiamate il medico se gli episodi di vomito sono più di 3 o 4 nell’arco di poche ore. Meglio chiedere il suo consiglio, se si vogliono somministrare farmaci da banco e integratori vitaminici.

Per alleviare il malessere, quando gli episodi di vomito sono frequenti, è necessario prediligere una dieta molto liquida.

In particolare possono essere utili le seguenti indicazioni:

  1. Dopo gli episodi di vomito, per qualche ora somministrate solo liquidi, è importante mantenere la giusta idratazione.
  2. Meglio se usate il cucchiaino e se le bevande sono fresche, in quanto più tollerate. Evitate latte e succo d’arancia (vanno bene succhi di frutta, the, tisane, camomilla, acqua e sali minerali o arricchita con lo zucchero).
  3. Somministrate i liquidi a piccoli sorsi, ogni dieci minuti e aumentate la quantità ogni ora.
  4. Reintroducete i cibi solidi trascorse otto ore dall’ultimo episodio di vomito, vanno bene cibi come minestre leggere, biscotti secchi, riso, banane.
  5. Per i bambini molto piccoli vanno bene soluzioni saline reidratanti, continuando ad allattare ma limitando la quantità di latte assunto.
  6. Se si verifica un nuovo episodio di vomito, fate digiunare il bambino e poi riprendete la procedura.
  7. Se c’è febbre può essere somministrato paracetamolo.
  8. Utili contro i vomito sono i farmaci da banco contenenti cocarbossilasi, tra cui le note bustine Biochetasi bambini. Questo principio velocizza la ricostituzione delle riserve energetiche, il piccolo si sentirà meglio nel giro di qualche giorno.
  9. Utili possono essere i preparati a base di vitamina B6, e le soluzioni glucoelettrolitiche che aiutano a reidratare il bambino.
  10. Alcuni studi mostrano che la cocacola contenendo caffeina è utile per far fronte al vomito, tuttavia molti pediatri la sconsigliano in quanto poco salutare.
  11. E’ necessario che il bambino mangi e beva poco per volta anche se mostra segni di appetito e sete altrimenti, potrebbe essere nuovamente stimolato il riflesso di vomito.
  12. Se inappetente non forzatelo.
  13. Mai provocare il vomito per eliminare l’acetone in eccesso, in quanto è dannoso per la pelle della bocca e per il rivestimento dell’esofago.

Ci sono bambini che soffrono di acetone con cadenza regolare, tipo ogni 20-30 giorni. Si parla in questi casi di vomito acetonemico riccorrente.

E’ stato studiato che i bambini e ragazzi che soffrono di questo disturbo sono maggiormente predisposti a soffrire di cefalea da adulti. Se la situazione si perpreta nel tempo, meglio farsi visitare da un centro specialistico.

Dieta: cibi si, cibi no

Durante il periodo di chetosi e per qualche giorno, il bambino deve seguire un regime alimentare a base di cibi ricchi di carboidrati complessi come:

  • pasta
  • pane
  • patate
  • riso
  • legumi
  • carni bianche
  • pesce
  • frutta
  • verdure

Vanno ridotti, i cibi ricchi di grassi come:

  • latte
  • burro
  • uova
  • formaggi
  • carne
  • cioccolato
  • insaccati.

Anche il latte intero va evitato. Per qualche giorno meglio bere quello parzialmente scremato.

Una volta che il bambino si ristabilisce, può mangiare tutto. Ricordate che una sana alimentazione è fondamentale per evitare ricadute.

Prevenzione

Nella maggior parte dei casi l’acetone è un disturbo che scompare con l’età. Una dieta sana ed equilibrata e la corretta costruzione di buone abitudini alimentari fin dallo svezzamento, restano il modo migliore per curare e prevenire il problema dell’acetone bambini.

In particolare non bisogna sottovalutare il fabbisogno energetico dei piccoli, che è molto maggiore rispetto agli adulti, specie per i carboidrati. Meglio invece non eccedere con i grassi.

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