Perché Scgliere l’Autosvezzamento e la Guida per Affrontarlo

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autosvezzamento prima pappa

Anche se il più delle volte l’introduzione dei cibi solidi nello schema di alimentazione del neonato avviene secondo tappe ben precise, ci sono alcuni casi in cui questo non è possibil,e oppure in cui i genitori stessi decidono di procedere diversamente.

Uno dei metodi alternativi per iniziare lo svezzamento senza attenersi a regole e schemi ben precisi è rappresentato dal “Baby Led Weaning” (BLW) che in italiano possiamo tranquillamente tradurre con l’espressione “svezzamento guidato dal bambino” o meglio ancora con il termine “autosvezzamento”.

La differenza fondamentale tra l’autosvezzamento e lo svezzamento tradizionale consiste non tanto nella tipologia di cibi che vengono dati al bambino, quanto piuttosto nel fatto che il neonato è lasciato libero di sperimentare nuovi sapori e nuovi consistenze.

Per fare questo, i cibi non vengono somministrati sotto forma di frullati e puree, ma in piccoli pezzi, in quanto il bambino deve essere stimolato a masticare.

Questo tipo di alimentazione presenta senza dubbio dei vantaggi, primo fra tutti il fatto che viene incentivata l’autonomia del bambino e che di fatto non è necessario aspettare che il bambino sia pronto ad assumere determinati alimenti, in quanto sarà lui stesso a decidere di cosa nutrirsi.

In alcuni casi l’autosvezzamento si afferma senza nemmeno pensarci: questo è vero soprattutto nel caso di secondi figli, in quanto i bambini amano copiare il fratelli più grandi.

Nelle famiglie in cui sono presenti più bambini, accade molto spesso che il più piccolo afferri il cibo dal piatto del fratellino o della sorellina rifiutandosi di mangiare la sua pappa: in questo caso è il neonato stesso a dire  “io mi svezzo da solo”.

Scopriamo dunque di seguito, quando iniziare lo svezzamento guidato dal bambino, quali sono i vantaggi  e quali (eventualmente) gli svantaggi: si tratta in altre parole di informazioni pratiche sull’autosvezzamento, ricette e qualche consiglio utile per evitare di dover lavare completamente il pavimento la vostra cucina al termine di ogni pasto!

1. Quando è possibile iniziare l’auto svezzamento?

Come nel caso dello svezzamento tradizionale, non c’è una risposta precisa alla domanda “auto svezzamento quando”?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la gran parte dei pediatri consigliano di non iniziare lo svezzamento a 4 mesi, ma di attendere che il bambino abbia sviluppato alcune abilità come ad esempio la capacità di spostare il cibo con la lingua e di deglutire.

Il più delle volte questo avviene intorno al quinto o sesto mese, per cui la maggioranza dei genitori inizia lo svezzamento a 5 mesi o 6.

Anche per l’autosvezzamento occorre naturalmente aspettare che il bambino abbia sviluppato alcune capacità (fra cui, ad esempio, la presa a tenaglia per trattenere i pezzi di cibo con le dita e portarseli alla bocca) ma le regole in questo caso sono molto più fluide.

Anche un bambino di età inferiore potrebbe infatti riuscire a nutrirsi stringendo gli alimenti con il pugno, per cui nulla vieta di iniziare a porgere lui varietà di cibi solidi fin dai 4 o 5 mesi.

All’inizio è probabile che il neonato si limiti a giocare con il cibo, riuscendo tutta al più a succhiare qualche biscotto o qualche pezzo di frutta.

E’ dunque necessario continuare ad alimentarlo con latte materno o formula almeno fino a che, aumentando la quantità di cibo solido ingerito, sarà possibile diminuire il numero delle poppate.

2. Quali sono i vantaggi dell’autosvezzamento?

L’autosvezzamento dà ai bambini la possibilità di esplorare da soli i nuovi alimenti, scegliendo quelli che per sapore e consistenza più si avvicinano al loro gusto personale.

Tutti i genitori che hanno provato questo metodo di svezzamento da solo o in abbinamento a quello tradizionale sono di solito molto entusiasti perché il neonato non solo mangia con più entusiasmo ma assume fin da subito molte varietà di cibi diversi.

Ma i vantaggi dell’autosvezzamento non finiscono qua: i  bambini che sono autorizzati a nutrirsi da soli mangiando il cibo a pezzettini sono anche più propensi a condividere il loro pasto con il resto della famiglia e di solito a scegliere cibi più sani, contrastando il rischio di incorrere in futuro in obesità e malattie metaboliche e vascolari.

Per le mamme poi il BLW presenta anche dei vantaggi molto pratici: esse non dovranno più perdere tempo a preparare dei cibi diversi al neonato e soprattutto questo inciderà anche in positivo sul budget familiare, in quanto gli alimenti del bambino saranno di fatto gli stessi del resto dei componenti della famiglia.

3. Ci sono aspetti negativi nell’utilizzare l’auto svezzamento al posto dello svezzamento tradizionale?

Anche il più ardente dei fan dell’autosvezzamento concorda sul fatto che si tratta di un processo molto disordinato, in cui almeno all’inizio la maggior parte del cibo del vostro bambino finisce sul pavimento.

Ci sono poi alcuni cibi che difficilmente il neonato di 5 o 6 mesi riuscirà a mangiare da solo, come ad esempio la carne.

Dato che non è possibile eliminare i cibi proteici dalla sua dieta in quanto fonte di ferro, dovrete abituarvi a somministrarli al bambino schiacciati e ridotti quasi in poltiglia.

Di solito, il bambino riuscirà a deglutire la carne e altri cibi in grumi non prima dei 7/ 8 mesi, quindi fino a quel momento dovrete fare in modo che gli alimenti siano ben schiacciati con il dorso di un cucchiaio o di una forchetta.

Ciò detto, non ci sono di fatto altre controindicazioni all’autosvezzamento. Molte mamme ad esempio temono che dando il cibo in pezzi, il neonato rischi di soffocare: paura immotivata non solo perché il cibo viene comunque ridotto in porzioni molto piccole, ma anche perché  i bambini sono in grado di gestire e controllare perfettamente la quantità di cibo di cui si nutrono, spostando i pezzi di carne, frutta, verdura o cereali nella parte posteriore della bocca solo quando sono pronti a deglutirli.

E’ chiaro – ma questo vale anche per lo svezzamento tradizionale – che non dovrete mai lasciare solo il neonato mentre mangia, togliendo dalla sua portata tutti gli alimenti duri e che non possono essere ridotti in piccoli pezzi con la normale masticazione, e che il bambino dovrà mangiare sempre in posizione verticale, utilizzando un seggiolone o un alzasedia con schienale. Fin tanto che il bambino non è dunque in grado di mantenersi eretto e di sorreggere il collo, si sconsiglia di evitare di somministrare qualunque tipo di cibo solido.

4. Per quali neonati è più adatto l’auto svezzamento?

Molte mamme considerano l’autosvezzamento come una naturale estensione dell’ allattamento al seno. In un certo senso questo ragionamento ha la sua logica: il neonato che si nutre di latte materno ha infatti un approccio attivo alla nutrizione in quanto deve attaccarsi correttamente e succhiare per far arrivare il latte nel suo palato.

Questo può dargli un vantaggio per imparare a masticare.

Inoltre, i bambini allattati al seno si trovano più a loro agio con il BLW in quanto sono già abituati ad uno schema di alimentazione a richiesta, che consente loro di stabilire da soli di quante calorie hanno bisogno durante il giorno.

Tuttavia, non sembra esserci alcuna ragione per cui un bambino che si è nutrito solo col biberon o con l’allattamento misto non potrebbe iniziare ad assumere cibi solidi in questo modo.

Gli unici ostacoli che potrebbero impedirvi di adottare questo metodo di svezzamento riguardano la presenza di allergie conclamate, problemi digestivi o intolleranze alimentari oppure se il vostro bambino ha esigenze particolari che gli impediscono di masticare o di raccogliere e spostare correttamente il cibo nella bocca.

5. Quali cibi si possono dare al bambino per iniziare?

Autosvezzamento significa offrire al neonato alimenti crudi o cotti tagliati in piccoli pezzi.

Potrete dunque scegliere di dare al vostro bambino un pezzo di mela o di pera da tenere nel pugno e rosicchiare oppure una ciotola con dei pezzettini di mela cotta ridotti in frammenti.

La scelta degli alimenti (e del loro formato) in questo caso è vostra, nel senso che dovrete optare per tipologie di alimenti che siano conformi al livello di sviluppo dell’apparato digerente del vostro bambino: sono banditi pertanto alimenti troppo ricchi di grassi, zuccheri, altri additivi e conservanti.

L’altra regola da rispettare è di dare al vostro piccolo il cibo senza essere omogeneizzato e frullato, invitandolo a nutrirsi da solo con le mani senza utilizzare il cucchiaio.

In altre parole, voi vi occuperete di cuocere, tagliare o schiacciare con una forchetta gli alimenti, il vostro bambino farà tutto il resto.

Questo non significa ovviamente che non potrete mai intervenire qualora il bambino fosse troppo pigro o stanco per mangiare, tuttavia sono da evitare eccessive interferenze in quanto il neonato dovrà sempre sentirsi libero di scegliere da solo gli alimenti con cui nutrirsi.

Se temete che il vostro bambino in questo modo non assuma i nutrienti giusti, anche questo è un mito da sfatare.

Il neonato come nel caso delle poppate è perfettamente in grado di regolarsi da solo circa la quantità di calorie di cui ha bisogno.

Inoltre, l’autosvezzamento è un modello di alimentazione che trova la sua ragion d’essere nel proporre al neonato una grande varietà di alimenti, dunque anche questo contribuirà a garantire che il vostro bambino stia assumendo la giusta quantità di vitamine, proteine, grassi e carboidrati.

Se poi il bambino dovesse apparire sotto peso o ridurre il suo ritmo di crescita in concomitanza dell’introduzione dei cibi solidi, non dimenticate di rivolgervi subito al pediatra.

Il più delle volte questo non è legato allo svezzamento guidato, ma ed eventuali allergie o intolleranze di cui il vostro piccolo potrebbe soffrire.

Anche nel caso di bambini nati pretermine che non hanno raggiunto valori di peso e altezza dei loro coetanei è sempre opportuno consultare il medico prima di scegliere il tipo di svezzamento da adottare.

6. Autosvezzamento: quali ricette?

Arrivate a questo punto molte di voi si chiederanno quali sono le ricette che si possono tranquillamente utilizzare per la prima pappa di un neonato che ha deciso di svezzarsi da solo.

Se avete altri bambini piccoli in casa non sarà molto difficile individuarle in quanto potrete tranquillamente adottare quelle che usate per i vostri primi figli.

In caso contrario, vi diamo subito noi dei consigli: oltre alla frutta e verdura cruda o cotta a pezzettini (o per i bambini più piccoli schiacciata con una forchetta) potrete tranquillamente preparare passate di verdure e di legumi scegliendo fra le qualità più dolci come patate, zucca, zucchine, carote e piselli.

La carne potrà essere somministrata cotta, tagliata in frammenti o ridotta in poltiglia con una forchetta oppure assemblata in piccole polpettine insieme a verdura, legumi e formaggio.

Riso, pasta e altri cereali come orzo o avena potranno essere somministrati interi, ovviamente scegliendo entro i formati più piccoli, con l’aggiunta di sughi a base di pomodoro e basilico o di verdure.

Per la merenda, oltre a biscotti secchi e pezzi di frutta cruda o cotta, optare per cibi sani come lo yogurt, torte fatte in casa con ingredienti sani e farcite con confettura, o in alternativa frullati di latte e frutta.

Non dimenticate che sia per l’autosvezzamento sia per lo svezzamento tradizionale non si dovrebbe mai mettere fretta al bambino.

Qualora vostro figlio dovesse rifiutarsi di mangiare o metterci più tempo degli altri, non incalzatelo per finire tutto e per nutrirsi più velocemente. Sarà lui stesso a scegliere non solo gli alimenti ma anche il ritmo con cui mangiare.

Se qualche cibo dovesse inizialmente essere rifiutato e messo da parte, non scoraggiatevi: i bambini spesso cambiano idea e accettano alimenti che inizialmente avevano rifiutato.

Ultimo consiglio? Il bambino che ha detto “io mi svezzo da solo” difficilmente sarà convinto a fare diversamente!

Combinerà molti disastri, dunque utilizzate uno di quei bavaglini cerati che proteggono il busto e le braccia per evitare di dover fare un cambio completo ad ogni pasto e mettete sempre sotto il seggiolone una protezione di plastica per proteggere il pavimento dai pezzi di cibo che inevitabilmente cadranno a terra.

E armatevi di una fotocamera (o chiedete al papà di farlo) per riprendere le mille facce buffe che il bambino farà alle prese con il suo primo piatto di broccoli o lenticchie!

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