Mastite: Sintomi e Rimedi per Evitare l’Ingorgo Mammario

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mastite - ingorgo mammario

Seno gonfio, duro al tatto e dolorante: sono questi i sintomi più comuni di una mastite, infiammazione non grave che colpisce il tessuto mammario di una donna e che può portare una mamma che allatta a dover sospendere e talvolta interrompere l’allattamento.

E’ bene precisare che la mastite non colpisce solo le madri che allattano, ma può colpire tutte le donne e perfino le bambine: si distingue infatti la “mastite puerperale” che colpisce le donne che allattano dalla “mastite non puerperale” o “periduttale” che si sviluppa intorno ai dotti lattiferi e può interessare tutte le donne in qualunque momento della loro vita.

Bisogna anche dire però che l’allattamento è un fattore che di sicuro facilita l’insorgere di questa patologia ed infatti ne sono colpite 1 su 10 donne che allattano, di solito entro i primi tre mesi dopo il parto.

La causa principale per cui la mastite tende a manifestarsi durante l’allattamento è legata alla stasi del latte materno, vale a dire la possibilità che si formi un accumulo di latte dentro la mammella. Vediamo ora quali sono le cause, i sintomi primari e secondari e i rimedi da usare per prevenire e curate una mastite.

Cause principali di mastite

Fra le cause di questo accumulo, o stasi, di latte materno e dunque di mastite, ci sono:

  1. Il modo scorretto di attaccarsi al seno da parte del neonato (ad esempio, il bambino si attacca all’ areola e non al capezzolo);
  2. L’incapacità del bambino di succhiare il latte che quindi rimarrà all’ interno dei dotti lattiferi;
  3. Le poppate troppo sporadiche e distanziate.

I tutti e tre i casi il latte che non defluisce correttamente dalle mammelle tenderà ad accumularsi dentro il seno che aumenterà di volume e in breve diventerà duro, gonfio e dolorante.

I dotti lattiferi e il tessuto del seno infiammati potrebbero anche essere infettati da batteri e in questo caso di parla di “mastite infettiva”.

Esistono anche dei fattori esterni che potrebbero favorire l’insorgere di una mastite al seno, come ad esempio una scarsa igiene o la presenza di tagli o ragadi al capezzolo che potrebbero rendere molto difficile alla donna l’atto di allattare.

Sintomi Mastite: gli indizi primari e secondari

Tenete presente che di solito la mastite colpisce un solo seno alla volta (raramente tutti e due insieme) e che quindi, nella peggiore delle ipotesi potrete continuare ad allattare con l’altro seno.

Dai sintomi iniziali, di solito la situazione evolve molto rapidamente verso un quadro più negativo che può comprendere anche febbre e fuoriuscita di sangue misto a pus dal capezzolo.

I sintomi iniziali di una mastite sono dunque i seguenti: inizialmente la donna avrà solo una sensazione di calore e indolenzimento all’altezza di uno dei due seni; pian piano il dolore si intensificherà e il seno colpito diventerà molto duro e dolente; in alcuni casi potrebbero formarsi dei noduli dolorosi avvertibili al tatto; alcune donne potrebbero avvertire dolore in modo continuo, altre ancora accusare fastidio solo mentre allattano.

Qualora l’infiammazione non dovesse regredire da sola, ma esacerbarsi anche a causa di sovrainfezioni batteriche, potrebbe accadere che dal seno cominci a fuoriuscire una secrezione biancastra il più delle volte striata di sangue; la donna infine potrebbe accusare febbre, talvolta molto elevata, brividi e stanchezza.

Nei casi più gravi, cioè quando si va incontro ad un vero e proprio ascesso al seno, per rimuoverlo potrebbe essere necessario un drenaggio chirurgico, anche se questa è sicuramente un’eventualità piuttosto rara.

Rimedi mastite: come prevenire e curare l’ingorgo mammario

Come regola generale, una donna che sospetta di avere la mastite dovrebbe consultare quanto prima il proprio medico.

E’ molto importante nel frattempo non sospendere l’allattamento per non aggravare la situazione facendo accumulare nel seno altro latte.

In tal caso, se il bambino non volesse o non fosse in grado di attaccarsi correttamente, potreste provare a far uscire il latte meccanicamente con una tira latte oppure usando la pressione delle mani. Fatevi spiegare dal medico o da un’ostetrica come fare: questo potrebbe aiutarvi a prevenire conseguenze più gravi come l’ascesso.

Nei casi più gravi, una volta che il ginecologo o il senologo avranno confermato la diagnosi di mastite, potrebbero esservi prescritti degli antidolorifici e degli antibiotici. Qualora gli episodi di mastite dovessero divenire ricorrenti, il medico potrebbe anche chiedervi di effettuare un esame del vostro latte per escludere la presenza di un’infezione batterica.

Qualora da questo test dovesse risultare che il vostro latte è venuto a contatto con dei batteri specifici, è del tutto probabile che sia questa la causa delle vostre mastiti ricorrenti pertanto vi saranno prescritti degli antibiotici specificatamente efficaci contro quel ceppo di agenti patogeni.

In taluni casi potrebbe anche essere utile effettuare un’ecografia per vedere se ci sono dei residui di latte in qualche area del seno, mentre è assolutamente vietata la mammografia in quanto le radiazioni potrebbero passare nel latte ed essere trasmesse al bambino.

Prevenire la mastite: quali comportamenti adottare

La mastite è un disturbo per fortuna lieve e transitorio che si risolve in poco tempo, anche se talvolta può dare luogo a recidive e complicazioni come l’ascesso mammario.

Fra le conseguenze peggiori, il fatto di dover sospendere o interrompere del tutto l’allattamento: ecco dunque che diventa molto importante, per le donne che desiderano allattare, adottare una serie di piccoli stratagemmi per prevenire la mastite ed eventualmente alleviarne i sintomi iniziali. Fra questi i principali sono:

  1. Idratare e massaggiare bene il seno dopo ogni poppata;
  2. Fare docce tiepide al seno per tonificare la pelle ed eventualmente lenire il dolore iniziale;
  3. Evitare vestiti e reggiseno troppo stretti, di materiali sintetici e comunque non correttamente puliti ed igienizzati;
  4. Usare antidolorifici come il paracetamolo o ibuprofene, permessi anche in allattamento, che possono contribuire ad alleviare i primi fastidi e permettervi di continuare ad allattare. Prendere la Tachipirina in allattamento non è dannoso ma consultate comunque il vostro medico di fiducia.

Non abbiate paura ad allattare vostro figlio anche qualora abbiate i sintomi di una mastite: l’infezione non danneggia il bambino e non dargli più il vostro latte non farà che peggiorare la situazione. Anzi, il consiglio è quello di nutrirlo anche più spesso e di far defluire eventuale altro latte rimasto fra una poppata e l’altra con una tiralatte o spremendo i capezzoli con le mani.

Sappiate che aver avuto una mastite potrebbe significare che siete soggetti a rischio quindi il problema si potrebbe ripresentare quindi non esitate ad utilizzare tutte le misure preventive sopra descritte.

Altri accorgimenti che potreste utilizzare per non andare incontro a mastiti ricorrenti sono:

  1. Nutrire il neonato solo con latte materno fino a 6 mesi;
  2. Incoraggiare il bambino a mangiare spesso, in particolare quando sentite il seno troppo pieno;
  3. Aiutare il bambino a stare ben attaccato durante la poppata, staccando le sue labbra con le dita qualora sentiate dolore o vi sembrasse che il bambino non sta succhiando come si deve;
  4. Non interrompete mai la poppata di vostra iniziativa ma lasciate che sia il vostro bambino a decidere quando staccarsi al fine di far defluire tutto il latte ed impedire l’accumulo;
  5. Non far passare mai troppo tempo fra una poppata e l’altra.

Queste regole oltre a contrastare la mastite vi aiuteranno anche ad affrontare nel modo migliore l’allattamento, considerandolo non come un atto dovuto, ma come un piacere per voi e il vostro bambino verso cui rivolgere il massimo delle cure e delle attenzioni.

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