Allattamento al Seno o Artificiale? Vantaggi e Svantaggi per Decidere con Serenità

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allattamento al seno artificiale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’ allattamento al seno come la forma migliore di alimentazione per i neonati fino al primo anno di età.

Il latte materno infatti, oltre ad essere un alimento completo, favorisce la trasmissione di anticorpi dalla madre al bambino, proteggendo quest’ultimo da numerosi virus e batteri.

I bambini allattati al seno saranno quindi meno soggetti ad infezioni, allergie, obesità e diabete.

L’allattamento al seno è inoltre in grado di mettere al riparo il bambino da malattie molto gravi come meningite e SIDS (Sindrome di morte improvvisa nella culla).

Tuttavia la decisione di allattare o meno il proprio bambino è una scelta che deve essere fatta in completa autonomia da parte della donna, senza subire influenze o pressioni da parte dell’esterno. Su questa scelta graveranno anche valutazioni di ordine pratico, senza contare che la decisione di allattare potrà essere modificata anche in seguito, optando magari per l’allattamento misto.

Per le madri la cui montata lattea risulti insufficiente o che non siano in grado di sostenere i ritmi dell’allattamento a richiesta, il latte artificiale è una sana alternativa capace di fornire al neonato tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno.

Passiamo ora in rassegna tutti i pro e tutti i contro di entrambi i metodi di allattamento.

Allattamento al seno: tutti i pro

  1. Il latte materno è l’alimento perfetto per il neonato, creato biologicamente per soddisfare le sue esigenze di calorie, grassi e proteine: fra tutti i tipi di latte esistenti, il latte materno è quello che risulta più compatibile col suo apparato digerente, pertanto i bambini allattati al seno saranno meno soggetti a diarrea e altri disturbi a carico dello stomaco e dell’intestino;
  2. Il latte materno è gratuito: esso non solo non costa un centesimo, ma non prevede neanche l’utilizzo di biberon, tettarelle e sterilizzatori; inoltre, dato che i bambini allattati al seno si ammalano di meno, ci sarà un risparmio anche in termini di medicinali e visite mediche;
  3. Il latte materno prende il sapore degli alimenti di cui si nutre la mamma: ciò consentirà al bambino di abituarsi a gusti diversi preparandolo così allo svezzamento;
  4. Il latte materno è molto più pratico in quanto non richiede di essere riscaldato o conservato in frigo; è inoltre sempre disponibile in qualunque momento lo si voglia e non si corre il rischio di rimanere senza;
  5. Alcuni studi dimostrano che i bambini allattati al seno hanno un quoziente intellettivo (QI) leggermente superiore rispetto bambini che sono stati alimentati con latte artificiale;
  6. L’allattamento al seno permette il contatto “pelle a pelle” della mamma col suo bambino, elemento che facilità l’instaurarsi di un legame madre/ figlio più stabile e duraturo;
  7. L’allattamento al seno è benefico anche per la mamma, in quanto le consente di bruciare le calorie in eccesso e facilita il ritorno dell’utero alle sue dimensioni normali grazie al rilascio di oxitocina, l’ormone che induce le contrazioni; le mamme che allattano, oltre a tornare in forma più velocemente, hanno meno probabilità di contrarre tumori al seno, all’ utero e alle ovaie, oltre ad avere una protezione anche per quanto riguarda altre patologie come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Inoltre non ci sono solo vantaggi per la madre, ma anche tanti benefici per il bambino.

Allattamento al seno: tutti i contro

  1. Il latte materno contiene molte delle vitamine e minerali ad eccezione della vitamina D, indispensabile per lo sviluppo delle ossa, per cui tutti i bambini allattati al seno devono ricevere integratori di vitamina D durante i primi 2/ 3 mesi di vita e in taluni casi fino al primo anno di età;
  2. L’allattamento al seno comporta delle restrizioni nell’alimentazione della mamma che non tutte le donne tollerano volentieri: la dieta in allattamento prevede di limitare alimenti troppo carichi di grassi come salumi e formaggi e di escludere cibi potenzialmente nocivi come i crostacei, i funghi e le fragole;
  3. L’allattamento al seno, soprattutto se a richiesta, può essere molto stressante per la donna e ci vuole sempre un po’ di tempo perché essa si abitui alla frequenza e durata delle poppate; molte donne inoltre potrebbero sentirsi a disagio in quanto allattando al seno sono costrette a scoprire il seno anche in presenza di altre persone;
  4. L’allattamento al seno soprattutto all’ inizio può comportare un po’ di dolore, dovuto al fatto che il bambino si attacca all’ areola anziché al capezzolo oppure succhia nel modo errato; in conseguenza di ciò potrebbero formarsi delle ragadi, cioè delle ferite piuttosto dolorose, oppure ingorghi mammari e mastiti qualora il bambino non riuscisse più a succhiare;
  5. L’allattamento al seno richiede un grande impegno di tempo da parte della madre, soprattutto all’inizio, quando le poppate sono molto frequenti: dato che il bambino avrà bisogno di nutrirsi spesso alla mamma potrebbe rimanere davvero pochissimo tempo per svolgere le sue attività quotidiane e ricaricarsi;
  6. L’allattamento al seno è infine incompatibile con alcune patologie o con l’utilizzo di alcuni farmaci: le donne sieropositive, o che devono subire terapie chemioterapiche, non possono allattare perché la loro condizione potrebbe mettere a rischio la salute del bambino; anche le donne che hanno subito un intervento chirurgico al seno possono avere difficoltà nel produrre latte materno in quanto potrebbero essere stati tagliati i dotti lattiferi.

Allattamento artificiale: tutti i pro

  1. Tutti i tipi di latte artificiale sia in polvere che liquido sono alimenti sicuri e molto validi sotto il profilo nutritivo: essi sono pensati appositamente per l’alimentazione del neonato e sono suddivisi in formule di tipo 1, per i neonati da 0 a 6 mesi, formule di tipo 2, per i bimbi da 6 a 12 mesi, e il latte di crescita per i bambini oltre l’anno; nella maggior parte dei casi essi sono arricchiti con vitamine e sali minerali fra cui la vitamina D e acido folico;
  2. Il latte artificiale è in grado di saziare più a lungo il bambino, sia perché questi impiega più tempo per digerire sia perché tramite il biberon la mamma è in grado di sapere con esatta precisione quanto latte ha bevuto nell’ ultima poppata suo figlio, cosa invece non possibile col latte materno;
  3. L’allattamento artificiale permette alla donna maggiore flessibilità e libertà di movimento in quanto il bambino può essere alimentato anche in sua assenza; in questo modo la mamma avrà la possibilità di assentarsi di casa più lungo e di riposare più spesso, demandando ad altri il compito di nutrire il suo piccolo;
  4. L’utilizzo del latte in polvere non comporta il disagio per la donna di scoprire il seno ogni volta che il bambino andrà nutrito: una volta unita la polvere all’ acqua e messo a riscaldare il biberon non dovrà far altro che verificare la giusta temperatura del latte e darlo a bere al suo bambino;
  5. Le donne che scelgono l’allattamento con formula non devono preoccuparsi di cosa mangiare o bere perché ciò non influenza in alcun modo i loro bambini.

Allattamento artificiale: tutti i contro

  1. Il latte artificiale è sprovvisto di anticorpi, dunque non trasmette al bambino nessuna protezione aggiuntiva contro infezioni e malattie. Inoltre nessuna formula, per quanto arricchita di vitamine e minerali, potrà mai eguagliare la complessità del latte materno;
  2. Il rifornimento di latte artificiale, a differenza di quello materno – che è sempre disponibile, senza limiti, e servito alla giusta temperatura – deve essere pianificato dai genitori per non rischiare di rimanere senza;
  3. L’allattamento artificiale prevede una serie di azioni preliminari come sono la pulizia e la sterilizzazione di tettarelle e biberon, che nell’ arco di una giornata di 24 ore, considerando almeno 7/8 poppate al giorno, comportano un notevole dispendio di tempo e di energie da parte di chi accudisce il bambino;
  4. Il latte artificiale, sia quello in polvere che quello liquido, è piuttosto costoso, soprattutto la formula 1, che viene consumata in misura maggiore in quanto il bambino, in questa fase, si nutre solo ed esclusivamente di latte;
  5. Le confezioni di latte formulato, una volta aperte, devono essere consumate velocemente e conservate in frigo o in luoghi idonei; inoltre, una volta assemblata la polvere con l’acqua, se il liquido non dovesse essere consumato entro un certo periodo di tempo, l’intero contenuto del biberon andrà buttato comportando così un notevole spreco;
  6. Il latte artificiale è infine meno digeribile di quello materno dunque può dare adito a problemi a carico dell’apparato gastrointestinale del bambino, come coliche, diarrea, costipazione e reflusso.

La scelta di allattare al seno o utilizzando il latte artificiale aspetta solo alla mamma, che consapevole di tutti i pro e i contro prenderà la giusta decisione per avere il migliore equilibrio con il proprio bambino.

E’ importante che amici e parenti supportino la madre qualsiasi decisione prenda, naturalmente purché sempre nel pieno rispetto del bambino, e la sostengano.

Se non hai ancora le idee chiare leggi l’articolo sull’allattamento misto, una soluzione che molte mamme trovano ideale.

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