12 Sintomi Incredibili della Preeclampsia: Scopri Come Prevenire la Gestosi in Gravidanza

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Gestosi in Gravidanza

La gestosi in passato veniva chiamata tossiemia gravidica, oggi è nota anche con il termine preeclampsia.

E’ una complicanza della gravidanza, caratterizzata principalmente da un forte innalzamento della pressione del sangue e delle proteine nelle urine.

In America colpisce il 5% donne incinta e può mettere gravemente a rischio la salute della mamma e del bambino.

Purtroppo la gestosi è spesso asintomatica, quindi difficile da diagnosticare. Per questo ad ogni incontro, il ginecologo monitora sempre la pressione, e se lo reputa opportuno prescrive un esame per controllare i livelli di proteine nelle urine.

In questo articolo troverete tutte le informazioni necessarie, sui sintomi, fattori di rischio, cure, trattamenti, complicanze e prevenzione della gestosi, molto subdola e tanto spaventosa per le future mamme.

Iniziamo subito!

Quando si presenta la gestosi in gravidanza

E’ frequente che la preeclampsia si sviluppi nell’ultimo trimestre di gravidanza, durante il travaglio e fino a sei settimane dopo il parto.

A volte capita che si presenti già nel secondo trimestre, ma molto raramente prima delle 20 settimane di gravidanza.

Può aggravarsi rapidamente o progredire lentamente.

Gestosi sintomi

I sintomi gestosi possono variare da donna a donna e purtroppo non essere evidenti, specie nella fase iniziale.

Alcuni di essi, come gonfiore, aumento di peso e nausea, vengono spesso scambiati per comuni sintomi gravidanza.

Il consiglio è di stare sempre attente a come vi si sente, e in particolare di chiamare il medico se si riscontra uno dei seguenti sintomi o segnali:

  1. Gonfiore al viso, specie intorno agli occhi
  2. Lieve gonfiore alle mani
  3. Improvviso o eccessivo gonfiore dei piedi e delle caviglie
  4. Aumento di peso di più di 4 chili in una settimana (dovuto alla ritenzione idrica)
  5. Cefalea grave o persistente
  6. Vertigini
  7. Cambiamenti di visione (visione doppia, sfuocata, con delle macchie)
  8. Perdita temporanea della vista
  9. Intenso dolore alla parte superiore destra dell’addome
  10. Nausa e vomito (nel secondo o terzo trimestre di gravidanza)
  11. Difficoltà ad urinare
  12. Respirazione difficoltosa

Precisiamo che avere questi sintomi, non da la certezza di essere affette da gestosi. Nè non presentarli, significa che sicuramente non avete la preeclampsia.

Diagnosi della preeclampsia: i controlli

Per diagnosticare la gestosi il vostro medico controlla la pressione arteriosa e le proteine nelle urine. Se la pressione e il contenuto di proteine nelle urine sono elevati, avete la gestosi. Se la pressione è alta ma le proteine normali, il ginecolo potrebbe prescrivere ulteriori esami. Le transaminasi alte in gravidanza, potrebbero far pensare ad un rischio gestosi.

Pressione in gravidanza

La pressione è giudicata elevata, se viene rilevata una lettura sistolica di 140 o più, e una lettura diastolica di 90 o più. Siccome la pressione varia molto velocemente, per essere sicuri che sia alta, è possibile che vi venga chiesto di monitorarla più volte nel corso della giornata.

Proteine nelle urine in gravidanza

Di solito si prescrive un primo esame per la ricerca delle proteine nelle urine. Se presenti, si provvede a prescrivere un esame di urinocultura, che consiste nel raccogliere le urine nell’arco delle 24 ore, così da valutare la presenza di proteine nell’arco di tutta la giornata.

Un risultato di 300 mg di proteine nelle urine raccolte nelle 24 ore, è sintomo di preeclampsia.

Rapporto proteine creatina

Si tratta di un altro esame utile per verificare se c’è gestosi. La creatina è un prodotto di scarto che i reni dovrebbero filtrare.

E’ più comodo perchè non bisogna raccogliere le urine delle 24 ore, ma basta un campione casuale. Se il risultato del test è inferiore a 0,3 mg per decilitro, c’è gestosi.

I rischi per la salute della mamma e del bambino

Più la preeclampsia si presenta in una fase iniziale della gravidanza, più aumentano le possibilità di complicanze. Per questi motivi, il medico può reputare opportuno farvi partorire prima della data di scadenza.

La pressione alta in gravidanza può mettere a rischio il funzionamento di organi importanti, come reni, fegato e cervello.

Con la pressione alta i piccoli vasi sanguigni si rompono e il sangue invade i tessuti causando dei gonfiori chiamati edema. Quando questo fenomeno interessa i reni, le proteine del sangue si riversano nelle urine.

Se all’utero arriva meno sangue, ci possono essere rischi per il bambino, come parto prematuro, scarsa crescita e troppo liquido amniotico.

La gestosi può essere causa di distacco placentare che a sua volta comporta la nascita di un bambino morto.

Altre complicazioni più rare ma possibili, sono difficoltà di apprendimento, epilessia, paralisi cerebrale, problemi all’udito e alla vista.

I danni che può subire la mamma sono ictus, acqua nei polmoni, insufficienza cardiaca, cecità reversibile, sanguinamento del fegato, sanguinamenti post partum.

La sindrome di Hellp

Alcune donne con preeclampsia sviluppano una condizione pericolosa chiamata Hellp, un’acronimo inglese che indica le componenti principali della sindrome ovvero:

  • Hemolysis (emolisi)
  • Elevated Liver enzymes (aumento degli enzimi epatici)
  • Low Platelet count (piastrine basse in gravidanza o trombocitopenia).

Se avete la gestosi, il vostro sangue continua ad essere analizzato per un certo periodo, al fine di scongiurare la sindrome di Hellp.

L’eclampsia

In casi rari la preeclampsia può portare a crisi epilettiche, una condizione nota anche come eclampsia che mette in pericolo di vita voi e il bambino.

Le crisi epilettiche possono essere precedute dai seguenti sintomi:

  • Cefalea grave e persistente
  • Disturbi visivi tra cui macchie, visione offuscata o sensibilità alla luce
  • Confusione mentale
  • Dolore intenso alla parte superiore dell’addome

Purtroppo può capitare che gli attachi si verifichino senza preavviso.

Le cause della gestosi

Gli esperti ritengono che la preeclampsia sia causata da uno scarso afflusso di sangue alla placenta, e che buona parte dei casi inizia nella prima parte della gravidanza, ma essendo completamente asintomatica è difficile da diagnosticare.

A sua volta ciò è dovuto al fatto che la placenta non riesce ad impiatarsi correttamente sulla parete dell’utero, impedendo alle arterie di dilatarsi come dovrebbero.

Alcune patologie croniche come il diabete o un problema grave di pressione arteriosa, rendono più probabile il rischio di gestosi.

E’ stato scientificamente provato che cambiamenti nel flusso sanguigno che ossigena la placenta, innescano il rilascio di alcune proteine placentari nel sangue, con una conseguente complessa catena di reazioni che comprendono:

  • Vasi sanguigni ristretti (che portano alla pressione alta)
  • Danni alle pareti dei vasi (che porta a gonfiore e proteine alte nelle urine)
  • Riduzione del volume del sangue
  • Cambiamenti nella coagulazione del sangue

Perchè ciò accada ad alcune donne e non ad altre, non si sa. Sicuramente c’entrano numerosi fattori, tra cui la genetica, le cattive abitudini alimentari, sovrappeso o obesità, alcune malattie, il modo in cui il sistema immunitario reagisce alla gravidanza etc.

Fattori di rischio

E’ più frequente che la gestosi si sviluppi nella prima gravidanza. Una volta che si è verificata è altamente probabile, che si presenti anche alle successive gravidanze.

Prima si verifica questa complicanza nel corso della gravidanza, più alto è il rischio che si verifichi anche in successive gravidanze. Se la gestosi viene riscontrata prima delle 29 settimane, il rischio che in futuro si possa nuovamente comparire sale al 40%.

Ecco i principali fattori di rischio:

  • Casi di preeclampsia in famiglia
  • Obesità (con indice di massa corporea pari o superiore a 30)
  • Gravidanza gemellare
  • Età inferiore ai 20 anni e superiore ai 35
  • Fecondazione in vitro

Ecco alcuni problemi di salute della mamma che rendono più probabile una diagnosi di gestosi:

  • Ipertensione cronica o gestazionale
  • Alcuni disturbi della coagulazione del sangue come trombofilia
  • Diabete e malattie renali
  • Malattie autoimmuni come il lupus

Quando ci sono fattori di rischio il ginecologo, programma controlli e visite più frequenti specie nell’ultimo trimestre per monitorare al meglio il procedere della gravidanza.

Cura della gestosi

Non esiste una vera e propria cura per la gestosi, ma solo una serie di accorgimenti e trattamenti medici, per tenere sotto controllo e ridurre al minimo i danni alla salute della mamma e del bambino.

Il trattamento medico dipende:

  • da quanto è grave la gestosi
  • dalla settimana di gravidanza a cui si è giunti
  • dallo stato di benessere del bambino

Per scoprire quanto è grave la vostra gestosi, il ginecologo monitora la pressione del sangue e le proteine nelle urine. Inoltre venite sottoposte ad altri test, tra cui un’ecografia per verificare che il bambino cresca bene, viene tracciato un profilo biofisico e svolta una prova nonstress per controllare cosa sta facendo.

Se siete a 37 settimane si procede con l’induzione del parto, specie se il collo dell’utero si sta accorciando e dilatando. Se ci sono i segni che non potete sopportare il travaglio, si effettua un taglio cesareo.

Se non siete ancora arrivate a 37 settimane e le condizioni vostre e del bambino sono stabili, si aspetta prima di intervenire. Nel frattempo venite ricoverate e monitorate in ospedale.

Se la vostra preeclampsia viene giudicata di lieve entita, è possibile che dopo tutti i controlli, venite mandate a casa dove la situazione deve continuare ad essere monitorata. In particolare è necessario misurare più volte la pressione del sangue nel corso della giornata. La gravidanza va vissuta a riposo, visto che la pressione aumenta stando in movimento, ma non in totale inattività per scongiurare il rischio di coaguli. Quando siete a letto, meglio riposare sul lato sinistro.

Non viene prescritta nessuna dieta in particolare, nè viene consigliato di consumare meno sale. Una sana alimentazione è consigliabile a prescindere. In generale evitate sforzi e chiedete aiuto alle persone che vi sono vicine.

Se vi viene permesso di stare a casa, restano frequenti gli incontri con il ginecologo che deve misurare spesso la pressione del sangue, controllare le proteine nelle urine, eseguire eco periodiche e prove nonstress per monitorare il battito cardiaco del bambino. Vi potrebbe essere chiesto di controllare il numero di volte che sentite il bambino muoversi nel corso della giornata.

In qualsiasi momento ci siano dei dubbi sul vostro stato di salute o su quello del bambino, venite ricoverate in ospedale.

Non è insolito che una gestosi lieve in gravidanza, peggiori al momento del parto, che necessita di essere sempre attentamente monitorato.

Trattamento medico della gestosi grave

Se viene diagnosticata una preeclampsia grave, dovete trascorrere il resto della gravidanza in ospedale. Potreste essere trasferite in una struttura dove c’è un reparto gravidanze a rischio, per godere della migliore assistenza medica possibile.

Vengono somministrati farmaci per abbassare la pressione (es. Hydralazine), e solfato di magnesio per via endovenosa per prevenire crisi epilettiche. Viene monitorata l’assunzione di liquidi e la diuresi.

Se siete arrivate a 34 settimane di gravidanza, il bambino viene fatto nascere con parto indotto o con cesareo.

Se non siete ancora di 34 settimane, vengono somministrati farmaci a base di cortisone per far maturare quanto prima i polmoni del bambino. Al primo segno che la preeclampsia sta peggiorando, il bimbo viene fatto nascere, indipendentemente dal momento in cui si trova la gravidanza.

La gestosi durante o dopo il parto

Se si sviluppa preeclampsia durante o dopo il parto, venite attentamente monitorate. Possono essere somministrati solfato di magnesio per prevenire le convulsioni, e farmaci per tenere sotto controllo la pressione arteriosa.

Dopo il parto siete tenute sotto stretta sorveglianza per alcuni giorni, per verificare che non si alzi la pressione sanguigna e che non ci siano altre complicazioni.

Nella maggior parte dei casi, specie se non si tratta di gestosi grave, la pressione scende  nell’arco di qualche giorno.

Nei casi gravi può restare alta per più tempo. Se la pressione resta alta, viene somministrato solfato di magnesio per via endovenosa per almeno 24 ore dopo il parto, per prevenire crisi epilettiche.

Una volta tornate a casa, potrebbe essere necessario continuare a prendere i farmaci per abbassare la pressione.

La preeclampsia, l’eclampsia, e la sindrome di Hellp si possono sviluppare dopo il parto, di solito entro 48 ore e comunque non oltre le sei settimane successive.

In tutti casi di gestosi viene effettuato un controllo della pressione arteriosa, una settimana dopo aver partorito. E’ necessario contattare subito il medico se nel frattempo dovessero verificarsi sintomi come un forte mal di testa, dolori alla parte alta dell’addome e problemi alla vista.

La prevenzione

Purtroppo non si puo fare molto per prevenire la gestosi, ma la comunità scientifica continua a studiare delle soluzioni.

L’American College di Ostetricia e Ginecologia e negli Stati Uniti, raccomanda alle donne con alto rischio di gestosi, di iniziare a prendere l’aspirina a 12 settimane di gravidanza.

La somministrazione di aspirina a basso dosaggio sembra essere utile a scopo preventivo, ma non è efficace per la cura.

Va assunta solo dietro prescrizione medica in gravidanza. Non prendete nessuna iniziativa spontanea, al più se avete dubbi e volete chiarimenti, parlatene con il vostro medico.

Se credete di avere la gestosi avvisate il vostro ginecologo e sospendete la cura con aspirina.

La gestosi desta molta preoccupazione, perchè può giungere all’improvviso senza nessun sintomo, e cagionare gravi problemi sia alla mamma che al bambino.

Quello che potete fare è sottoporvi a tutte le cure prenatali e non saltare gli appuntamenti e visite con il ginecologo.

Solo così sarà possibile intervenire tempestivamente e tenere sotto controllo la situazione.

Molto utile è conoscere i fattori di rischio e sintomi gestosi, cosicchè se si verificassero, ne potete subito parlare con il vostro medico.

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