I Primi Mesi di Vita: il Neonato di 17 Mesi

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Neonato 17 mesi crescita

La guida mese per mese dei primi anni di vita di vostro figlio –  Neonato 17 Mesi

Ora che vostro figlio ha quasi raggiunto i 18 mesi potreste cominciare a sentirvi un po’ più tranquille quando si muove sulle sue gambe. Avendo acquisito, infatti, un’andatura meno incerta, è probabile che sia meno soggetto a cadute, dunque potrete lasciarlo camminare più liberamente pur rimanendo nei paraggi.

A 17 mesi è molto probabile che anche il neonato più pigro conosca il significato ed utilizzi correttamente almeno 15/ 20 vocaboli, per cui sarà molto più semplice comunicare con lui.

In questo periodo della crescita, un bambino tende ad affermare la sua indipendenza in vari modi, sia attraverso il capriccio (il “no” comincerà ad essere una delle sue parole preferite), sia tramite alcuni timidi tentativi di prendersi cura di sé: potreste, infatti, sorprenderlo a tentare di togliersi da solo la maglia o i pantaloni del pigiama. Cercate di assecondare questi colpi di ala, che rappresentano una tappa importante che lo aiuterà da grande a spiccare il volo!

Giochi, educazione, alimentazione..Scopriamo assieme come comportarsi con un bimbo di 17 mesi!

1. Quali giochi proporre ad un bambino di 17 mesi?

Un bimbo di 17 mesi è in grado di distinguere la forma, il colore e la dimensione degli oggetti: potreste sfruttare questa abilità per proporgli alcuni giochi ad incastro come le costruzioni o i puzzle.

E’, in generale, molto importante proporre al bambino giochi che siano in grado di stimolare adeguatamente i suoi sensi oltre che la sua manualità: esistono in commercio davvero così tanti giocattoli per la fascia di età 12-24 mesi che avrete solo l’imbarazzo della scelta.

Dai peluche interattivi ai telefonini e computer parlanti, in grado di fornire un aiuto al bambino anche per la interiorizzazione di nuove parole: tenete presente, però, che per utilizzare questi strumenti il più delle volte il bambino deve essere indirizzato dall’adulto, quindi non esitate a mettervi vicino a lui a giocare.

Può accadere, infine, che il bambino si attacchi molto ad uno o due giocattoli, che vorrà portare sempre con sé: questi oggetti sono una specie di surrogato del genitore, da cui il bambino trae forza e sicurezza nei momenti in cui ne ha più bisogno.

Noterete che inizierà a sentirsi molto più tranquillo quando stringe al petto il suo gioco preferito: tutto quello che dovete fare è assecondare il vostro piccolo in quanto anche questa rappresenta una tappa importante nel processo di crescita e di sviluppo del bambino di 17 mesi.

2. Come comportarsi quando il bambino si fa male

Anche se il vostro bambino è molto meno maldestro ora, è ancora probabile che cada e si faccia male.

Non avendo, inoltre, alcuna percezione del pericolo, è facile che possa chiudersi la manina in un cassetto o sbattere la testa contro uno spigolo.

Vostro compito è quello di ridurre al minimo questi pericoli in casa, adottando alcune misure preventive per la sicurezza, come chiudere a chiave comò e cassettiere e usare dei paraspigoli.

Qualora il bambino dovesse cadere o ferirsi, cercate prima di tutto di mantenere la calma e di rassicurare il bambino che sicuramente starà piangendo.

Una volta che avrete verificato l’entità della ferita o del taglio, agite di conseguenza: se l’apertura dovesse apparire molto estesa e profonda, è preferibile far visitare il bambino da un medico perché è probabile che occorrano dei punti.

Se invece la ferita dovesse essere poco più di un taglietto, cercate di fermare il sanguinamento con una benda e procedete alla medicazione, lavando prima la parte lesa con dell’acqua corrente al fine di eliminare residui di sporco.

In caso di ematoma o ferite alla tasta, tenete sotto osservazione il bambino per qualche ora, per escludere la possibilità di un trauma cranico.

Altre fonti di pericolo sono la vasca da bagno e in generali tutti gli ambienti dove è presente dell’acqua, come fontane o piscine: evitate di lasciare da solo il bambino quando fa il bagnetto e quando siete al mare o in piscina fategli indossare sempre salvagente e braccioli.

Tenete presente, però, che questi dispositivi non sono sufficienti a salvarli la vita qualora si dovesse rovesciare, dunque, anche in questo caso, dovrete rimanere sempre accanto a lui mentre scivola felice nell’acqua!

Se avete un po’ di tempo a disposizione e volete essere sicuri di avere tutte le nozioni necessarie per aiutare vostro figlio in caso di incidente domestico, iscrivetevi ad un corso di primo soccorso presso la sede locale della Croce Rossa.

3. E’ giusto alzare la voce per sgridare un bambino di 17 mesi?

Molte mamme ritengono che alzare la voce sia l’unico modo per ottenere dal proprio figlio un po’ di attenzione.

Anche se, talvolta, è possibile che ad un genitore possa scappare la pazienza a causa di un capriccio prolungato, è pur vero che nella maggior parte dei casi riuscirete ad ottenere un miglior risultato parlando in modo normale al vostro bambino.

Usare un tono di voce fermo e deciso, senza il bisogno di aumentare il volume, può essere più efficace di molte urla e grida: è probabile, infatti, che urlando il vostro bambino diventi ancora più nervoso, esplodendo in pianti più acuti.

Questo non significa, però, che non dovrete rimproverare il vostro neonato quando fa qualcosa che non deve: a 17 mesi è fondamentale imporre delle regole che il bambino deve imparare a rispettare, subendo un rimprovero e una punizione qualora invece si ostinasse a mantenere un comportamento sbagliato.

4. Alimentazione bambino 17 mesi: va ancora bene il piatto unico?

L’alimentazione di un bambino di 17 mesi dovrà essere il più possibile basata su una dieta sana e variata.

Questo non significa introdurre fin da adesso la differenziazione fra primo e secondo piatto, se il bimbo non la gradisce.

Molti neonati continueranno ancora un po’ a preferire il piatto unico, in cui dovranno naturalmente confluire tutti i nutrienti necessari: cereali, proteine, grassi, vitamine e minerali.

Ottime, in tal senso, le minestre di legumi e cerali, in cui potrete stemperare formaggino, ricotta o parmigiano.

Variate ogni giorno il tipo di cerale, legume e ortaggio, preferendo sempre frutta e verdura di stagione.

Uno dei cibi più ostici per il bambino è, senza dubbio, la carne: per incentivare vostro figlio ad introdurre questo cibo nella sua alimentazione optate sempre per carni magre e tenere, che il neonato può deglutire facilmente.

Preferire sempre le carni bianche (pollo, tacchino, conigli, agnello) a quelle rosse e se ci riuscite proponetegliele non frullate, ma tagliate a pezzettini per incentivare la masticazione.

Una volta ogni tanto, potreste preparare al vostro piccolo delle polpette usando della carne macinata non grassa, mischiata a parmigiano, pane, uovo e qualche verdura, come una patata o una carota lessate.

Se avete difficoltà a tenere a mente i cibi che mangia vostro figlio durante la settimana, o se a pranzo mangia a scuola o in compagnia di altre persone, adottate un calendario settimanale della sua dieta, per rendervi conto dei cibi che introduce.

Un consiglio ulteriore: se il bambino sembra non gradire la verdura cotta, provate ad offrirli lo stesso ortaggio crudo; è probabile che il colore associato alla nuova consistenza dell’alimento lo stimolino a mangiare di più.

5. Cosa è e come si fa la diagnosi del ritardo di crescita

A 17 mesi un bambino dovrebbe avere un’altezza media di circa 83 cm e un peso intorno ai 12/ 13 Kg con qualche lieve differenza fra maschi e femmine.

Il suo livello di sviluppo sarà valutato ancora tramite il sistema delle curve di crescita sul grafico dei percentili ed è probabile che, rispetto a quando era più piccolino, ora le sue curve si assestino su un livello leggermente più basso.

In genere, un bimbo che abbia una crescita normale, avrà delle percentuali di crescita intorno al 50° percentile. Valori leggermente inferiori o superiori a questo, come abbiamo detto più volte, non dovrebbero destare alcune preoccupazione qualora il neonato abbia mostrato un andamento delle sue curve di crescita costante.

Tuttavia, in alcuni casi può accadere che la crescita del bambino rallenti in modo considerevole, assestandosi per parecchi mesi al di sotto del 3° percentile: si parla allora di ritardo di crescita che è associato quasi sempre a bassa statura e peso inferiore alla media.

Ovviamente, qualora sospettiate questo tipo di problema, dovrete rivolgervi ad un medico per effettuare una diagnosi più approfondita. Egli valuterà attentamente l’andamento del suo sviluppo precedente, il suo schema di alimentazione e il suo stato di salute generale.

Il pediatra confronterà anche la corporatura del bambino con quella dei genitori al fine di comprendere se il ritardo di crescita è associato ad una condizione normale o patologica del neonato.

Le cause che potrebbero dare origine al ritardo di crescita sono, infatti, diverse e fra queste si evidenziano: malattie endocrine, malattie metaboliche, alcune patologie croniche che provocano un abbassamento del flusso di ossigeno al cervello ed alcune anomalie congenite, associate ad un insieme di sintomi più complesso, per cui risulta utile effettuare esami più approfonditi.

Nel caso la bassa statura fosse associata semplicemente ad una corporatura minuta, rilevabile anche dal confronto con la statura dei genitori, essa di solito coincide con uno sviluppo armonico del corpo del bambino.

Potrebbe essere utile, in tal senso, procedere alla rilevazione dell’età ossea del neonato di 17 mesi tramite la misurazione radiografica del polso: in bambini non affetti da ritardi di crescita di tipo patologico, l’età ossea coinciderà sempre con l’età anagrafica.

Nel caso invece di malattie endocrine come il diabete e l’ipotiroidismo, o di malattie metaboliche come la celiachia, il quadro clinico potrebbe risultare più severo, associando il ritardo di crescita ad altre anomali nello sviluppo del bambino, dunque sarà necessario procedere con degli esami più approfonditi e delle terapie di supporto.

La somministrazione dell’ormone della crescita rappresenta una possibile soluzione solo nel caso in cui i ritardi di crescita siano associati a malattie che inibiscono o riducono la produzione di questo ormone da parte dell’ipofisi.

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