Quali Sono i Rischi dell’Amniocentesi? Ecco Quando Conviene Farla

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Come viene eseguito il prelievo?

La procedura di solito dura dai 30 ai 40 minuti, inclusi i preliminari. Prima di procedere al prelievo, verrete sottoposte ad un’ecografia per misurare il vostro bambino e controllare la sua anatomia di base.

Gli ultrasuoni servono anche ad individuare il punto migliore dove effettuare il prelievo, vale a dire un punto dove ci sia abbastanza distanza sia dal bambino che dalla placenta.

Solo dopo il medico pulirà la vostra pancia con un disinfettante per ridurre al minimo il rischio di infezione durante il passaggio dell’ago.

Poi, sempre sotto controllo ecografico, inserirà un ago lungo e sottile attraverso la parete addominale e nel sacco amniotico in cui si trova immerso il vostro bambino.

Con la siringa, verrà dunque aspirata una quantità minima di liquido amniotico che verrà poi mandata ad analizzare.

Non preoccupatevi per il liquido amniotico che viene tolto, perché ne verrà prodotto subito di nuovo per compensare quello mancante.

Le sensazioni che si provano durante il prelievo sono molto simili a quelli di una mestruazione, con crampi e sensazione di tensione.

Potrete sentire un lieve dolore o fastidio, soprattutto nel momento in cui viene inserito l’ago, per questo in alcuni casi il medico può decidere di somministrare un anestetico locale.

Se il vostro sangue è Rh-negativo e quello del padre positivo, avrete bisogno di un’iniezione di immunoglobulina dato che il sangue del bambino può mescolarsi col vostro durante il passaggio dell’ago.

Al termine della procedura, il ginecologo monitorerà di nuovo il battito cardiaco per accertarsi che il bambino stia bene.

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